In Tiraacampà si parla di fame...

I big del mondo, compreso gli affamatori, si riuniscono nella capitale per discutere della fame sulla Terra. Intanto gozzovigliano con tagliatelle, culatello, gelati, dolci e vini d.o.c in barba a chi ha fame, amen!
Nel frattempo sul territorio di Tiraacampà bande di ragazzuoli si organizzano per demolire i campi nomadi in costruzione, amen!
Dal Tempio si alza la voce contro il reato di immigrazione clandestina. Dopo la strigliata l’astuto Pernacchioni fa retro marcia. Dall’establishment si ribatte che gli zingari rubano i nostri bimbi e rapinano i tabaccai, la gente vuole essere derubati solo dai tiracampanesi, amen!
Trefossi annuncia: “ Basta aiuto ai ricchi, ora tocca ai poveri ad avere moneta contante amen!
Intanto il leader Pernacchioni non resiste all’ovazioni delle genti, scende dal predellino e s’incammina tra due ali di folla adorante che grida: “ Filvio, Filvio lasciati toccare, Filvio nostro salvatore, Filvio santo subito (lui si tocca i maroni), grazie di esistere Filvio ” e intanto lo brancicano convinti di essere anch’essi contagiati dalla fortuna. Lui di fronte a tanto amore promette che lavorerà di più per accontentare tutti. Poi in serata un messo dello stato affigge un manifesto in cui si dichiara che alcuni tabernacoli, con l’immagine di Filvio, saranno dislocati per il paese, le genti potranno recarsi in processione per chiedere ognuno quello che gli pare e piace, colite, stitichezza, caduta dei capelli, dentiera, casa, e castello. Amen! E così in Tiraacampà si tira a campà

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