sabato 13 dicembre 2008

E cammina, cammina, cammina...


La sinistra in cammino si è più volte rimescolata, i tiracampanesi da tempo hanno lasciato la vecchia via e imboccato una strada che recentemente si è trasformata in una autostrada dove in massa corrono.
La via che appariva essere l’unica percorribile atta a riscattare i più deboli: le classi inferiori, i lavoratori, disoccupati e i diritti della società civile, si è tramutata in un vicolo cieco. L’ultima miscelatura sembra condurla all’estinzione. Difatti sono trascorsi 10 mesi e la creatura dalle molte, troppe, anime partorita dal Veltro, già pare agonizzante. Le guerre intestine regnano all’interno del partito e traspare la voglia di far fare al Veltro la fine che pochi mesi fa fecero fare a Brodi.
Il popolo sinistroide si chiede: “ perché la classe dirigente fa di tutto per dare una mano all’avversario? Ora perfino la moralità è in discussione... Basta con le correnti, fuori il marcio! Altrimenti se non avverrà un cambiamento sarà la fine…
Intanto il paese è in crisi, chiudono le fabbriche, il potere d’acquisto è diminuito e gran parte delle persone temono il peggio.
L’astuto leader dice ridendo: ” In Tiraacampà non ci sono pericoli. I tiracampanesi sono formiche e non corrono rischi… spendete, spendete! Prendete il mio esempio, io spenderò moltissimo!… Per il S Natale regalerò a ciascuno dei miei figli una villa, ai miei nipoti un castello a mia moglie Veronica me medesimo: bello, aitante, rigenerato e immortale. Per me stesso mi donerò il potere!… Al popolo tiracampanese offrirò la goduria di apprendere dai media i dettagli delle nozze di mia figlia. Il rito sarà celebrato nella cappella della mia magione preferita!…”
Così, con questa bella storia romantica il popolo tiracampanese sogna e tira a campà!…

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