La terra sanguina, ma non c’è tempo per piangere.
Parlano le armi anziché gli uomini.
Nel nostro paese aumenta il debito pubblico, ma anche i disoccupati aumentano.
I ricchi si arricchiscono, ma anche la gente comune s’impoverisce.
Per loro fortuna, ci sono anche tante persone che stanno bene.
Ci sono tanti credenti, non credenti e non curanti.
Ci sono politici e politicanti, pochi i politici e molti i politicanti.
C’è la tivù che ci tira su con gli sceneggiati, i giochini, il fidofede e le bellone…
Nel nostro paese c’è tutto e il contrario di tutto, ma ciò che ci eguaglia è l’ndividualismo radicato in ognuno di noi, abitanti del nostro bel paese... Basta guardarsi in giro per capire come e quanto furbi siamo noi italiani!… Riusciremo ad essere uniti in qualcosa che non sia il nostro interesse privato? “Ai posteri l’ardua sentenza! ”
Intanto in Tiraacampà le notizie ci dicono che l’astuto premier è in trasferta e con il piffero incanta i sardi che accorrono numerosi ad ascoltare le dolci note che l’incantatore suona e canta: “liberi da regole esose, lavoro per tutti e quattrini ai ricchi, ma anche a chi li vorrebbe, naturalmente per chi li vorrebbe… con il piffero!…”
Per il resto sempre la solita guerra dei sinistroidi che a forza di dividersi spariranno.
Il popolo sinistroide ha smesso di credere!…
Il popolo destroide crede nell’onnipotente capo!…
Il popolo tiracampanese… tira a campà!…

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