Meno male che in Tiraacampà a sera si accende la ribalta e va in onda il festival...
a consolare le anime in pena dei sinistroidi, e non solo, che cantano: canta che ti passa la malinconia …
Mentre il popolo tiracampanese si ammassa alla tivvù, i politici al vertice del piddì sono costretti, con l’uscita di scena del Veltro, a fantasticare come imbastire la trama per la futura linea di partito. I punti in programma non sono pochi, i più urgenti sono…
1°: Reggente, o segretario di partito da bruciare in breve tempo?
2°: Laicità dello stato, o stato clericale?
3°: Tenere unite le varie correnti con: chi vuole Chiesini, chi Pernigotti, chi Labinetti, chi questo e chi quello?
Questi ed altri quesiti impegnano le menti dei fondatori (covo di cospiratori) che giocano al massacro in barba del paese e dei sostenitori che da tempo anelano ad un capo carismatico, introvabile, per abbattere la maggioranza in carica perpetua.
Tuttociò accade mentre il paese si è impoverito ed il popolo, non avendo i soldi per arrivare alla fine del mese, è costretto alla settimana-bianca, come suggerisce l’amato leader che ride e gode al disopra di ogni sospetto. Anche quello di aver pagato un avvocato, condannato, per aver intascato soldi dal leader medesimo.
L’astuto uomo politico, tra una barzelletta, una battutaccia, prende per il sellino vantandosi persino di aver demolito sette leaders della sinistra, quando invece, tutti sanno, che si sono abbattuti con le loro stesse mani!
Il popolo sinistroide, senza voce in capitolo, ma che ancora spera si domanda: la batosta in corso, è la fine o il principio dei sinistroidi?…
Il popolo destroide non ha dubbi!…
Il popolo tiracampanese, tira a campà!… Amen!

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