Stato vegetativo......
Un pensiero è da giorni nella mia mente: provare ad immedesimarmi in chi è in coma vegetativo. Ho provato varie volte senza riuscire a calarmi in quei panni. Infine ho provato ad immaginarmi distesa su un letto e allora sono riuscita ad immaginarmi indifesa e senza capire ciò che sta accadendo...
E’ mattina, la stanza in cui mi trovo è piena di luce. Persone entrano, mi lavano, mi accudiscono come si deve, mi alimentano senza che io ne gusti il sapore o le scorga capendo chi sono e cosa fanno. A sera chiudo gli occhi, dormo, ma non sogno…
Turbata continuo ad immaginare di essere nelle stesse condizioni, ma con la differenza che ho la cognizione della situazione che capisco dove sono, come mi trovo e quali sono i miei sentimenti. Così lo sgomento mi assale,… mi sento prigioniera, il letto è una graticola dove io giaccio priva di parole o gesti per farmi comprendere. Il mio corpo violato, toccato da mani estranee, la mia anima straziata prigioniera in un giaciglio, condannata a restarci fino all’ultimo respiro… I miei occhi aperti non comunicano l’umiliazione e la disperazione in cui sono piombata da quel lontano giorno dell’incidente.
Io credo che in un caso analogo a quello che in questi giorni occupa lo spazio su giornali e tivù, in mancanza di legge per il testamento biologico, sia il genitore la persona atta a decidere la sorte di chi è in stato vegetativo. Tutti gli altri, compreso chiesa e stato, dovrebbero tenere la bocca chiusa!…

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