domenica 10 maggio 2009

In Tiraacampà paese cattolico che...

man, mano diventa sempre più razzista ed egoista, come l’amato premier sempre più amato dai tiracampanesi ammaliati dal suono del piffero del pifferaio, dal magnate piffero atto a sfamare, otre che la sua ingordigia, sempre più le pupattole vogliose di fama. Con questa premessa il paese si avvia verso le elezioni che dovranno decidere la sorte di alcune regioni che ancora non appartengono all’amato, ma che il popolo, democraticamente, le consegnerà.
Dalla scesa in campo dell’amato leader tutto è cambiato, cuori e menti, anche quelli dei cattolici, si sono trasformati in tette e culi che imperano sia in tivvù che nei desideri dei tiracampanesi. Amen…
L’opposizione ieri ha impiantato la sede del piddì tra i terremotati. Una tenda con due labari rossi con tanto di stemma sventolanti tra una manciata di simpatizzanti che al discorso, pregno di avvisaglie, ha risposto con un tenue battimani… Amen!
Mentre all’allegra voce dell’amato che dichiarava fuori gli stranieri, il paese, coeso, ha applaudito. Alè!
In attesa di perdere anche le 27 regioni, il popolo sinistroide sospira e tira a campà!…
Il popolo tiracampanese, in attesa di ciò che potrebbe accadere ( come nella favola del pifferaio), tira a campà!…

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