dopo la caduta di Brodi
Finalmente cessati gli appelli al popolo televisivo divulgati in maniera becera dai vari personaggi dell’opposizione che fin dal primo momento della loro sconfitta non hanno cessato di screditare il vincitore, accusandolo di essere la causa della rovina del paese di Tiraacampà, con lo scopo, oltre che di cannibalizzare il povero prode Brodi, d’iniettare nel popolo tiracampanese la convinzione che solo i politici destroidi hanno la capacità di governare Tiraacampà.
I sinistroidi hanno sopportato stoicamente venti mesi di sofferenza, prima per le pesanti offese del politico di turno contro il loro leader e poi per le liti in seno al direttivo.
Al momento della caduta dell’establishment il popolo sinistroide ha sofferto, ma era da tempo preparato e la fine, se pur da essi giudicata ingiusta, è stata meno dura. Resteranno comunque impressi nella loro memoria, coloro che l’hanno provocata e che saranno ricordati per quel che sono: doppiogiochisti intenti a fare i loro giochi e non ciò che necessità al nobile e antico paese.
Nel frattempo, in attesa di conoscere la decisione dell’illustre capo dello stato di Tiraacampà, Mussofini va a braccetto con il furbo e astuto Pernacchioni che al popolo adorante grida: “Elezioni, elezioni subito altrimenti tutti in marcia verso la capitale del paese!”.
Feltroni è più che mai deciso a mantenere il suo punto di vista e a lui si aggregono Velalema e il prode Brodi che davvero ha dimostrato di aver carattere ed ha lottato con passione per il nobile paese.
Così, mentre nel nobile paese c’è chi mormora: “ ed ora che cosa accadrà?”, il noto ”arruffapopoli” sta sul predellino ridendo al popolo beota con accanto il fido Diociaiuti che con graziosità getta alla folla adorante caramelle e zuccherini.
In Tiraacampa, ai tiracampanesi non resta altro da far che tirare a campà!…Trallàllallerotrallàllalà.

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