In Tiraacampà si vota.
In odore di elezioni i due ex luogotenenti Mussofini e Chiesini di nuovo serrano i ranghi a disposizione del gran comandante in campo Pernacchioni.
Il popolo destroide non vede l’ora di acclamare i suoi politicanti, e per scongiurare l’esile probabilità che Brodi non cada, sono riuniti in veglia di preghiera nei templi del paese.
I sinistroidi tremano solo al pensiero di vedere il loro amato paese governato ancora una volta, e chissà per quanti anni, da Pernacchioni e la sua degna corte.
IL prode Brodi in attesa del verdetto finale, ascolta e subisce gli insulti a lui rivolti dall’opposizione, serra i denti, ma ancora non molla e tira a campà.

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