Come si fa a campà in Tiraacampà?
Il popolo tiracampanese è nel pallone!
Sempre più ingarbugliata la situazione politica del nobile paese.
Nel calderone si rimescolano le varie ricette per appetire il popolo che negli ultimi tempi pare abbia perduto l’appetito.
Il menù è ampio: mortadella, cacio cavallo, cannoli, pizzini e spazzatura. La cosa rossa, la rosa bianca, l’arcobaleno, la falce, il martello il sole che ride e quello che piange. Bandiere rosse: bianche, verdi, azzurre, nere… Elezioni subito, referendum, governo istituzionale. Corriamo da soli, no in compagnia. È colpa di lui, no è di loro, no è sua! Assolto! Non è più reato. E’ bello, è rifatto! E’ alto, ha i tacchi. Ha i soldi, si ne ha molti. C’è il buco, non c’è il buco!
Insomma, i politici di Tiraacampà hanno tutti ragione e i tiracampanesi, avvolti nella nebulosa navigano verso la deriva.
Mentre tutto ciò infuria, nel nobile paese il popolo, frastornato e impotente in attesa del festival della canzone, canta: “ fin che la barca va lasciarla andare,… finché la barca va non la fermare “ e stoicamente… tira a campà!

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