Agostino
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Ai tempi di questa storia il rione delle Carra era come una famiglia, Le case erano sicure, per le strade le macchine erano poche, ancora circolavano i carri trainati da cavalli e i calzolai avevano molto da lavorare. Agostino era il ciabattino del rione, viveva con la moglie Italia in una casa all’interno di una corte dove altre famiglie abitavano.
L’uomo sempre sorridente, piccolo e minuto, con pochi capelli e degli spessi occhiali da cui s’intravedevano a mala pena gli occhi, usciva raramente da casa e quando accadeva era per andare a riconsegnare il lavoro fatto. Camminava svelto, a piccoli passi e se si fermava a parlare con un vicino era solito tenere le mani unite e rigirarsele come per volersele riscaldare.
Nella sua casa al piano terra, ciò che si notava era il bischetto dove Agostino trascorreva le giornate intento a risuolare scarpe o a mettere toppe di cuoio alle calzature dei più poveri. La piccola abitazione, composta da camera e cucina, era per la coppia più che sufficiente. Italia si occupava dell’andamento della casa, cucinava, riordinava le due stanze, rammendava e usciva solo per comperare ciò che le necessitava per cucinare i pasti. Non avevano figli anche se li avevano molto desiderati ed ora che erano anziani vivevano l’uno per l’altra. Italia trascorreva le ore che le rimanevano libere da impegni, alla finestra di camera che si affacciava sulla via principale e da lì dialogava con i vicini, mentre Agostino seduto dietro al bischetto, batteva sulla forma di ferro dov’era infilata la scarpa da risuolare.
La vita della coppia scorreva sempre uguale anche di domenica, ma un giorno Italia fu colta da malore e velocemente se ne andò all’altro mondo lasciando Agostino disperatamente solo.
Il povero uomo tirò avanti per alcuni anni, triste e solitario, la finestra di camera serrata e lui intento a rattoppare scarpe da sera a mattina, fino a quando qualcosa cambiò.
Quella mattina gli abitanti del rione si accorsero che la finestra della camera di Agostino, da tempo chiusa, era spalancata e le tendine dietro ai vetri svolazzavano. La vicina che se ne accorse per prima si meravigliò e subito ne parlò in giro. La curiosità prese il sopravvento e ne seguirono varie supposizioni sulla persona che aveva aperto la finestra. Ma di lì a poco la curiosità si tramutò in stupore non appena si venne a conoscenza che ” Checco” l’anziano alto e grosso, quasi un gigante, che in seguito alla vedovanza viveva con la figlia, aveva preso il posto d’Italia.
A quel tempo la gente non era ancora abituata a cose che oggi non fanno ne’ caldo ne’ freddo e se pur il vicinato ridesse e malignasse di quella ardita convivenza, Agostino, infischiandosi dei giudizi della gente, ritornò a sorridere.
Restarono uniti, facendosi compagnia, fino a quando non furono chiamati dall’alto! Non rammento chi fu il primo ad andarsene, ma ricordo che partirono uno a poca distanza dall’altro.

1 Commenti:
Oggi ho visto due ragazzine che si scambiavano affettuosità,come solitamente vediamo tra coppie di adolescenti...Mi hanno fatto tenerezza ...l amore è la cosa più bella..che ci sia
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