Oggi non ho voglia di scherzare, lo sguardo rassegnato di questa bambina non mi permette di essere allegra.L’anno vecchio sta per finire e quello nuovo non promette niente di buono.
Nella martoriata terra di Palestina si è riaccesa la guerra, cadono bombe, uccidono anche persone inermi e tante alte restano mutilate mentre in occidente si pensa ai festeggiamenti.
In Iraqk, guerra, in Afghanistan, guerra, in parte dell’Africa guerra, in India e Pakistan soffiano venti di guerra. Miseria e guerra, la gente scappa in cerca di una vita migliore. Giungono da noi battelli carichi di disperati, tanti restano in mare a nutrire i pesci! La crisi mondiale fa paura, ma no nel nostro paese, ovvero: c’è, ma ancora non mostra il vero volto.
La decantata globalizazione che ci dicevano avrebbe portato il bene alle popolazione si è rivelata un modo per arricchire i soliti ricchi che, dislocando le fabbriche nei paesi dove ancora non esistono i diritti, pagano meno la manodopera.
Negli ultimi decenni nel nostro paese è emerso il peggio. La società civile, in parte attenta a chi soffre, l’altra opportunista e pronta a sfruttare là dove c’è da farlo.
I valori che una volta appartenevano alla sinistra non esistano più, disconosciuti anche da chi si dichiara di esserlo.
Il popolo ha eletto alla guida del paese l’uomo ricco, simpatico, con la vocazione al comando che si loda e si bea di essere quel che lui crede di essere...
Ma ora è tempo di brindare all’anno nuovo, bando alle tristezze. Ci raccontano che la crisi porterà ad un mondo migliore dove regnerà l’etica! Ma,… io ne dubito. I potenti non hanno mai rinunciato ai privilegi, credo che anche gli attuali non siano diversi da quelli passati. Temo che le avvisaglie in corso ci accompagnino verso un inevitabile sconvolgimento per poi ricominciare con ciò che resterà…

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