In Tiraacampà la malasorte si accanisce sull'amato premier...
Mentre la capitale tiracampanese si riempiva di farabutti e commedianti per la farsa sulla libertà di stampa, la corte suprema ha condannato la ditta del premier a pagare una saccata di quattrini alla parte lesa.
L’amato sofferente per la farsa, e in ansia per il caso escort e vergini che una parte del paese e la stampa estera non dimentica, alla notizia di dover sganciare tutti quei soldi, in preda al furore gli si è scollato la calotta e calato il buon umore. A soccorrerlo è intervenuta la degna figlia con un comunicato che non scucirà la grana, ma ricorrerà in appello con la speranza di trovare un giudice pietoso.
Intanto nel paese il temporale ha fatto crollare la montagna e morire gente. Il premier si accinge ad andare in zona a consolare gli afflitti e mostrare al popolo, ancora una volta, quanto è bravo lui!…
Il governo in coro dice: per fortuna c’è il condono fiscale or, ora varato a pagare le case ai senza tetto.
Grane anche per il piddì che da mesi si dibatte per eleggere un segretario attendibile e nella foga dimentica di essere presente alle votazioni per il condono fiscale.
Il suo popolo si vergogna e grida, critica fortemente l’operato di questi deputati che dicono,… ma poi fanno l’interesse della nemica maggioranza.
Il popolo sinistroide s’incavola!…
Il popolo destroide comanda!…
Il popolo tiracampanese, tira a campà!…

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