giovedì 5 novembre 2009

In Tiraacampà l'amato ha un sogno...

Mentre il paese è investito dall’influenza e scarseggia il lavoro con la chiusura degli stabilimenti, il premier annuncia l’apertura di fabbriche dell’odio che secondo lui , tramano contro la sua illustre ed intoccabile persona.
Non gli bastano più i suoi solerti difensori di governo che si danno daffare per aggiustargli i problemi in corso e quelli passati, che in questo periodo lo infastidiscono.
Tutti sanno che a l’amato non piacciono le regole e quando ha potuto se ne è infischiato. Ora che i disturbatori li ha in casa, anela ad abbattere quello che gli da fastidio. Quindi: giornalisti, non i suoi, giudici, opposizione e in particolare la costituzione che da tempo lo frena.
Così l’amato esterna il suo sogno: essere eletto dal popolo che, secondo lui medesimo, lo aiuterà a realizzarlo per dirigere a suo piacimento Tiraacampà e i tiracampanesi. Il popolo tiracampanese, oramai, assuefatto e incurante di ciò che sta accadendo, tace e tira a campà!…

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