giovedì 22 ottobre 2009

In Tiraacampà...si tira a campà...

Il paese sempre più diviso tra chi ama l’uomo politico, più amato del mondo, e chi invece ferocemente odia.
Lui gongola e tronfio si pavoneggia in ogni luogo del territorio, indifferente alle accuse di suoi acerrimi nemici di stampo rosso che osano dissacrare la sua persona.
Intanto il creativo Trefossi riscopre il valore del posto fisso, dopo che per anni ha partecipato attivamente ad abbatterlo, asserendo che era bello non averlo, il posto fisso.
Il popolo dei precari, angariati dalla iniqua legge, subiscono inermi e grazie ai genitori, tirano a campà.
Ma se da una parte c’è un presidente: pimpante, grande amatore, simpatico, carismatico e per ciò attaccato dai rossi che in Tiraacampà, pare, abbondino. Dall’altra parte c’è il suo nero governo che all’amato leader si stringe e con lui piange per le angherie subite e tollerano che la tivvù del capo abbia fatto vedere al popolo tiracampanese che il giudice in questione indossava calzini turchesi, anziché rossi!
Ieri il perseguitato Mascella, che partecipò attivamente alla caduta del governo Brodi per non essere stato difeso all’annuncio della gattabuia della moglie e per restare attivo in politica è passato in forza al governo attuale. Ieri, il poveretto. stravolto dalla notizia dell’esilio dell’amata moglie, ha lasciato in fretta e furia il posto di lavoro, per correre al fianco di colei che è stata sfrattata di casa dai famigerati giudici.
Intanto sta per scoccare l’ora della la riscossa dei sinistroidi che speranzosi correranno alle urne per eleggere il loro eletto!…
Tutto ciò, mentre il popolo tiracampanese,... tira a campà!…

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