In Tuiraacampà giorni febbrili...
Da tempo va in onda la spinosa diatriba tra chi ama l’amato premier e chi non lo ama.
Gioni fa una folla oceanica, nata sul Web, è sfilata nelle vie della capitale. L’onda viola ondulava al grido di “ noi non l’amiamo…” Parte dell’opposizione ha aderito. Il-Bersa ha detto no! Ma i suoi supporter invece sì!
Così mentre nel paese si dibatteva per l’esatto numero di partecipanti, il governo al completo si è schierato in piazza per chiamare il popolo al tesseramento al partito dell’amato premier che da tempo è messo in croce sui giornali rossi di casa, ma anche dal collaboratore e illustre esponente della maggioranza “ Mussofini” che illuminato sulla carta costituzionale tira metaforiche sassate all’amato premie e suo alleato di partito. Polemiche che hanno contribuito ad alimentare il magma infuocato all’interno e fuori del governo, inducendo l’acciaccato Amato a convocare il popolo in piazza Duomo per il tesseramento al partito e annunciando rivelazioni importanti.
Nella gelida giornata domenicale, l’establishment al completo si è schierato sul palco. La manifestazione è stata brillantemente condotta dal premier che con la solita grinta… ha lanciato ancora una volta le sue idee contro la costituzione tiracampanese, i giudici rossi e l’opposizione che, a pare suo, lo ostacola.
Al termine , l’amato politico come sempre pimpante, si è avvicinato alla gente osannante per il suo solito bagno di folla in cui lui attinge linfa vitale! Ma ad infrangere il rito, si è alzata la mano di un folle che con imprevedibile velocità e mira, gli ha lanciato in faccia il modellino del duomo, in pasta di marmo, che lo ha fatto vacillare grondante di sangue...
Ricoverato in ospedale gli è stato diagnosticato svariate ferite al volto, la caduta di due denti, rottura del labbro, tumefazioni, perdita di mezzo litro di sangue e forte dolore… Dopo lo spiacevole e deprecabile aggressione i toni dello scontro politico si sono ulteriormente alzati. Mentre il deprecabile fatto e la faccia insanguinata del Leader tiracampanese ha fatto il giro del mondo.
Finalmente dimesso dall’ospedale, il premier è tornato a casa con l’obbligo di soggiornare per 15 giorni nella sua storica dimora per riprendersi sia dal dolorante gonfiore, che dallo sconforto di aver appreso che in Tiraacampà non tutti lo amano! Intanto, mentre nel paese il lavoro non è più un diritto, ma si vince in lotteria… il premier ringrazia e diffonde amore per tutti coloro che ancor più d’ieri, lo amano!

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