PAX tra il grillo canterino e Mascella
Dopo le invettive del Vday vomitate sui governanti di Tiraacampà, il grillo canterino si riappacifica con la politica e organizza un minuetto in punta di penna per scrivere un libricino riabilitando i politici. Addossando le colpe di ciò che da tempo accade nella nobile patria ai media del paese, che da sempre danno a bere al lettore notizie addolcite, o avvelenate, in base a ciò che allo scrivano sta a cuore.
I due scrivani, certi del successo del loro libricino brindano a tarallucci e vin santo.
I seguaci del canterino, che su certi valori hanno seguito il canto, dopo gli ultimi accadimenti, tentennano e gli fanno i conti i tasca, pronti a far tacere il grillo con un colpo di martello, come avvenne nel celebre romanzo del famoso scrittore di Tiraacampà.
Intanto, l’opposizione mugugna e sberleffa il direttivo, mentre Pernacchioni, ospite dell’alleato Fossi e dopo averlo ascoltato inneggiare alla rivoluzione per liberarsi dall’oppressione del governo centrale, rientra nel suo castello e difende l’alleato affermando che è solo colore. Poi, livido in volto di fronte allo specchio dice:
- Tirutino tirutello sono io il più bello! - I suoi fidi alleati lo appoggiano sbraitando: - Brodi subito a casa!… - Ma il prode Brodi resta in sella, da una pedalata e tira a campà!

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