LE STELLE
All'inizio dei tempi, tanto, tanto tempo fa, gli abitanti della Terra non vedevano ne’ la Luna ne’ le stelle. La sera, quando il Sole se ne andava a dormire, la Terra veniva avvolta da un profondo buio che infondeva agli uomini il terrore di non rivederlo sorgere al mattino.
Dall'altra parte del cielo, in alto oltre il buio, c'erano gli astri che osservavano tutto ciò che accadeva sulla terra. Soprattutto per la Luna e le stelle, che erano molto curiose, guardare giù era il passatempo preferito. Soltanto il Sole non degnava nemmeno di uno sguardo gli abitanti del pianeta Terra, si preoccupava, comunque, di illuminarli e di riscaldarli. Gli uomini, al contrario, l’osservavano e si preoccupavano di Lui, tanto che nei giorni in cui il Sole rimaneva nascosto dietro le nuvole, temevano di non rivederlo mai più, attribuendo al fatto chissà quale maleficio.
Gli astri vivono moltissimo, centinaia e centinaia di anni. In quei lontani tempi c'era un'usanza: quando una stella stava per esaurirsi esprimeva un desiderio che veniva realizzato in breve tempo.
Una millenaria stella che viveva nella costellazione di Orione era prossima alla fine. L’Astro aveva trascorso tutta la vita ad osservare i terrestri. Tanta gente aveva visto lottare per sopravvivere, una moltitudine di persone che non possedevano niente all'infuori della propria esistenza. A molti la vita veniva strappata con forza da uomini senza scrupoli. La Stella, turbata di assistere a battaglie per la conquista dei popoli, a sacrifici per gli Dei, al dominio dei re che conquistavano il potere con la loro aggressività. Lei sapeva bene che nessuno era nato re o imperatore, ma lo diveniva sfruttando la propria potenza fisica e seguendo l’istinto d’ambizione. Le persone semplici si accontentavano di vivere la loro esistenza in pace e in libertà, ma purtroppo, molte volte erano costrette alla schiavitù. Nel migliore dei casi restavano povere per tutta la vita.
La Stella aveva notato che ciò accadeva ovunque, sia ad oriente che ad occidente.
Un giorno, stanca di vedere tanta povertà ed ingiustizia, si mise a contare i potenti della terra, uomini e donne che nelle loro mani detenevano tutte le ricchezze del pianeta. Li contò ad uno ad uno, sorvolando da un capo all’altro il globo terrestre. Scoprì che questi erano circa duecento. Fu allora che decise: quando starò per spegnermi chiederò al grande Artefice di fare in maniera che le ricchezze dei duecento potenti siano distribuite tra i tantissimi poveri.
La Stella aveva da poco compiuto un milione di anni, era giunto il momento di esprimere il suo desiderio. Quel giorno si recò dal suo superiore, dietro la stella polare, per chiedergli di esaudire il desiderio. Egli accolse la richiesta della Stella invitandola a ritornare a splendere nella sua costellazione.
Il Superiore inoltrò la domanda la quale fu subito accolta favorevolmente da chi era più in alto di lui.
Allora sulla terra iniziò una grande rivoluzione: i duecento potenti furono destituiti. Nuovi capi, nuovi imperatori. Ci furono furiose battaglie ed ingenti perdite da ambo le parti. Passarono gli anni, i re cambiarono, ma le regole no, erano sempre le stesse. La Stella soffriva vedendo che nulla migliorava e supplicava continuamente:
- Fate presto, sto spegnendomi! - Altri combattimenti, civiltà antichissime annientate, potenti imperatori sconfitti. Ma chi subentrava, anche se all'inizio attuava un cambiamento con il passare del tempo riprendeva l'antico modo di governare.
La Stella era allo stremo, inquieta, sfinita dalla lunga attesa. Mai era accaduto che una stella non vedesse realizzato il proprio desiderio prima di spegnersi.
La Luna la consolava esortandola a non esaurirsi, rassicurandola che lei stessa si era rivolta al grande Artefice per chiedergli di esaudire quel desiderio.
Finalmente una notte, un messaggero celeste le comunicò che il grande Maestro l'avrebbe presto ricevuta. Allora La Stella attese con ansia quell'incontro. Concentrò tutte le sue energie per splendere il più possibile, il tempo stringeva e lei non voleva farsi vedere offuscata.
La notte seguente si sentì avvolgere da una forza misteriosa e invisibile che la spinse ad andare avanti, in alto, in spazi che nessuno aveva osato violare.
Lassù, una fulgida luce spandeva bagliori irradiando tutti gli astri dell'universo, il Sole si nutriva di quello splendore riflettendo sulla Terra i suoi benefici raggi.
La Stella abbagliata da tanta luce non osò guardare.
Lusingata e timorosa di trovarsi al Suo cospetto, abbassò lo sguardo. Tremante, se ne stava in silenzio a capo chino quando udì una altisonante voce rimbombare nello spazio che disse:
- Vari tentativi sono stati fatti per esaudire il tuo desiderio, ma l'avidità e l’egoismo dei terrestri é troppo forte, nessuno è riuscito a spezzare tale sentimento! - Poi, con tono pacato, la voce invitò l’astro ad esprimere un nuovo desiderio.
La Stella, che nell'attimo di essere al Suo cospetto aveva bruciato le ultime energie per rilucere di fronte a Lui, di colpo perse d’intensità.
Ridotta in un flebile lumicino, delusa che il suo desiderio non fosse stato esaudito, con le poche energie che ancora possedeva cercò di concentrarsi per poter trovare un desiderio che potesse in qualche modo aiutare la povera gente. Con un fil di voce la Stella chiese al Maestro di fare sì che giù, sulla Terra, le notti non fossero più buie e che tutti, anche i più poveri, schiavi e malati, avessero la gioia di vedere il cielo illuminato dalla Luna e cosparso da miriadi di stelle.
L’astro stava spegnendosi... no! Non poteva accadere che una stella si spegnesse senza vedere esaudito il suo desiderio. Il Maestro annuì, ma ad una condizione: gli abitanti della Terra avrebbero visto le stelle e la Luna, ma da quel momento gli astri non avrebbero più potuto guardare ciò che accadeva sulla Terra.
La Luna che era stata in disparte ad osservare e si sentiva anch’essa coinvolta in tale decisione, fece alla Stella un cenno per darle il suo assenso. La Stella, ormai stremata, annuendo mandò un ultimo bagliore e lentamente si spense.
Quella lontana notte, gli uomini sulla Terra videro improvvisamente accendersi il cielo da una trapunta di stelle che incoronava una fantastica Luna.
Sbalorditi per quello straordinario e inconsueto scenario gli abitanti della Terra, poveri e potenti, restarono per ore ed ore con lo sguardo incollato al cielo, come in estasi, fino a quando non subentrò in loro il timore e poi il terrore che prima o poi quel soffitto luminoso gli sarebbe precipitato addosso. Ma poi arrivò l’alba che spense le stelle ad una ad una... restò ancora la Luna ad aspettare il Sole ed un nuovo giorno cominciò.
L’umanità impiegò molto tempo a superare quella paura che le attanagliava l’anima. Ma quando il timore fu superato, tutte le creature viventi aspettavano felici che il Sole se ne andasse a dormire per veder sorgere dal buio gli astri luminosi ed affascinate, restavano a lungo a contemplare la volta celeste. Tutti, anche i poveri, poterono ammirare tale meraviglia e nessun potente poté racchiudere nei suoi possedimenti il cielo! Poi, con il passare del tempo la vita riprese il suo corso, ma ancora oggi l’attrazione che l’uomo ha per il firmamento è restata intatta.
Da quel tempo sono trascorsi migliaia e migliaia di anni, sulla Terra sono cambiate molte cose. L'uomo con la sua intelligenza ha scoperto il mondo. Con il progresso ha conquistato il benessere, ma le regole del gioco non sono cambiate, ancora oggi regna l’ingiustizia e l’egoismo, infatti, coloro che hanno in mano le ricchezze di tutta la Terra sono poco più di duecento.

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