Quanto di vero c’è nei detti popolari e quanto si rispecchiano in coloro che ci rappresentano al governo? A volte ci penso. In essi trovo molta saggezza, realtà e attualità.
Tu mi dai una cosa a me, io ti do una cosa a te.
Chi va al mulino s’infarina.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
La gatta furiosa fa i gattini ciechi.
Fidati era un buon uomo, ma non ti fidar era meglio.
Chi si accontenta gode.
Una mano lava l’altra.
Piove governo ladro.
Muoia Sansone con tutti i filistei.
Il più pulito c’ha la rogna.
Il fine giustifica i mezzi.
Il potere logora.
Il potere logora chi non ce l’ha.
Vile tu uccidi un uomo morto.
Ride bene chi ride ultimo.
Cencio dice male di straccio.
Allevarsi la serpe in seno.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Chi troppo vuole niente stringe.
Il popolo ignorante e ciuco.
Chi va piano va sano e va lontano.
Chi va forte va alla morte.
Morte tua vita mea.
Chi la dura la vince.
Quando tuona vuol piovere.
Tanto tuonò che piovve.
Rosso di sera bel tempo si spera.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
A pensar male si fa peccato.
A pensar male qualche volta ci si azzecca.
Il bacio di Giuda.
Conta più una cosa fatta che cento da fare.
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Si sa ciò che si lascia, ma non quello che si trova.
Chi in alto vola precipita sovente.
Dalle stelle alla stalla.
P.S. Quando iniziai il blog, pensai che poteva essere divertente scrivere, ma anche leggere i commenti. Ora sono delusa, perché nessuno mi ha scritto uno straccio di commento. Per il momento mi diverto ugualmente, in futuro vedrò!

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