Anche questo Natale se ne è andato, con se ha portato via lo scambio dei doni, la felicità dei nostri bimbi allo svolgere dei pacchi che in ogni casa del nostro paese abbondavano, la gioia di un augurio giunto inaspettato, un regalo desiderato, la solitudine degli anziani, il preoccupazione di chi non ha un futuro, la povertà di tante famiglie, la tristezza di un lutto, la solitudine di un immigrato lontano da casa, le parole di pace e tante altre situazioni dimenticate. Io l’ho trascorso in serenità. La vigilia siamo andati a casa di mia figlia dove ci aspettavano i nipotini. Dopo cena abbiamo atteso l’arrivo di Babbo Natale che, annunciato dal suono della campanella, è giunto. I bimbi quando hanno udito il suono si sono ammutoliti. Eva ed io siamo corse alla finestra e abbiamo fatto appena in tempo a scostare la tenda e scorgere la slitta trainata dalle renne che si allontanava (così abbiamo detto ai bimbi). Mio genero, che si era rifugiato in bagno a suonare la campanella, e tornato tra noi dicendo che ha sentito rumori dietro alla porta, seguito da Lapo e Sasha ha aperto la porta e… meraviglia, Babbo Natale aveva lasciato i doni. È stata una piacevole serata.
Il giorno di Natale sono venuti a casa nostra, abbiamo pranzato bene, ma non esagerato. Sotto l’albero i bimbi hanno trovato ancora doni, che se pur di poco conto sono stati graditi. A Sasha piacciono molto i giuochi, ha portato con se il gioco dell’oca e dopo pranzo ci siamo divertiti. Lapo e arrivato con la spada di plastica color oro che ha gradito più di ogni altra cosa. I regali che ci siamo scambiati noi grandi sono state tutte cose utili. Ad Eva avevo chiesto mutande e oltre a quelle mi ha regalato dei caldi calzini e una bella scatola piena di cose da mangiare che io non volevo per non farla spendere. Dario mi ha regalato una pianta di ciclamino e una me l'ha portato Cristiano la mattina di Natale.
Il mio Natale come già ho detto è trascorso in serenità, ma velato di malinconia, una situazione per me inconsueta e forse dovuta a l’assenza di Teo. So che può apparire assurdo che dopo cinque mesi ancora senta la sua mancanza, ma siamo fatti di sentimenti e vivere tanti anni al contatto di una bestiola quando poi se ne va ne senti la mancanza. Mi rendo conto che il mio attaccamento era esagerato, a volte mi chiedo il perché e oso pensare che sorse c’eravamo incontrati in una vita precedente, ma questa è solo una giustificazione al mio rammarico di non averlo più.

1 Commenti:
l'amore di una bestiola è talmente autentico e incondizionato che è impossibile non sentirlo profondamente....e poi io credo che questa non sia l unica vita!chissà....
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page