Ah povero prode Brodi!
Non c’è pace in terra di Tiraacampà! E’ un disastro, anche Pernigotti ha deciso di scaricare Brodi come già fece in passato.
Nel direttivo ognuno teme di essere, dall’altro, scavalcato. Fidarsi e bene, ma non fidarsi è meglio commentano i sinistroidi che ancora non hanno scordato la scottatura inflitta dall’astuto avversario politico a Velalema.
L’astuto Pernacchioni dopo la mancata spallata si è rifatto la faccia e ha cambiato gioco. Di lui si dice: tutto gli è permesso”chi ha i lalleri lallera” e lui ne ha a bizzeffe! I destroidi esultano e baciano la terra dov’egli posa il piede. Intanto in quattro e quattr’otto fa la conta delle firme sulle bancarelle e decide il nome del nuovo partito, cammina sull’ acqua e a volo d’angelo sorvola il paese per immergersi nei quotidiani bagni di folla di cui si alimenta e ne trae vigore, difatti, ride e pernacchia alla faccia del popolo ignorante e pecorone.
I due ammiragli: Casini e Mussofini, per il momento tengono duro e non ascoltano i richiami del boss. Dicono i sinistroidi: non si fidano neanche loro, figuriamoci noi e pensando all’imminente ritorno dell’arruffapopoli tremano e si grattano il capo.
Il prode Brodi nelle peste più di prima, triste commenta che la monetaria ce la farà e tira a campà.

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