In Tiraacampà l'astuto capo dell'opposizione ricambia idea.
Dopo l’annuncio di scardinare la Bicocca della libertà, Pernacchioni, Stella polare del popolo azzurro, asserisce di trasformare la Bicocca della libertà in azionariato spicciolo quotabile in borsa e accessibile a tutti i cittadini onesti. I requisiti per l’adesione sono: per l’uomo, statura non meno di un metro e settanta, con o senza tacchi, faccia rifatta e ben tirata, capelli tinti e trapiantati, giovanili, simpatici e abili pernacchiatori. Le donne dovranno invece essere: alte, slanciate, bellocce e con poppe rifatte o no, ma meglio se rifatte ad ok. Inoltre è aperto a tutti i benestanti o no che credono nella sua giustizia, equità e libertà di fare ciò che piace. Numerose riunioni si terranno nelle molte magioni dell’arruffapopoli.
I Sinistroidi osservano le manovre dell’uomo politico e aspettano che appaia sul carro trainato da cavalli alati e dall’alto dei cieli benedica la folla osannante. Egli che non mette in dubbio l’evento, ci crede!
I suoi due Ammiragli, Chiesini e Mussofini, per il momento tengono duro e spadroneggiano nelle T.V, ma tra non molto ritorneranno all’ovile a fare i pecoroni.
Il povero prode Brodi annaspa sempre con la sua maggioranza e se pur oberato tira a campà.
P.S. Sono trascorsi quattro mesi da quando Teo ci ha lasciato. Ciao Teo!

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