In Tiraacampà intrighi e veleni.
Dopo l’implosione della” Bicocca della libertà”.
Mussofini e Chiesini non danno più retta a Pernacchioni, i due gli hanno leccato i piedi e baciato le mani per tutto il periodo che sono stati al governo e ora vogliono essere liberi dal giogo che stoicamente hanno subito. Anche l’alleato Fossi sbraita e ride alludendo alla famosa spallata tanto desiderata dall’astuto e ricco Pernacchioni.
Intanto nel creativo paese di Tiraacampà non mancano le nuove aggregazioni politiche, tutto si tira in ballo: il popolo, la libertà, la democrazia, e l’arcobaleno. I tiracampanesi attendono, mosci, i nomi delle nuove unioni che ancora non hanno preso vita.
Il popolo del paese assiste a questi cambiamenti epocali convinti che ciò
“Accade perché niente cambi”.
I sinistroidi che, politicamente, soffrono ora si consolano nel vedere i destroidi sparpagliati e divisi che si grattano il capo. Solo gli adulatori dell’astuto Pernacchioni sono sicuri e convinti che il loro idolo sia: il più bello, il più ricco, il più intelligente e il più dotato di sovrumani doti atte a governare Tiraacampà.
Il povero prode Brodi, dopo che Pernigotti gli ha porto il ramoscello d’olivo a ripreso fiato e a dispetto del rivale continua a tirare a campà!

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