In scena il solito teatrino.
In Tiraacampà il teatrino della politica va avanti. Mussofini mette in scena la tombola in piazza per dileggiare l’odiato Brodi ed il suo governo.
Chiesini parla da statista per rimettere in piedi la sua ex baracca.
L’astuto Pernacchioni raduna le genti nelle piazze, denigra i giudici che lo perseguitano, incita il popolino, legge patetiche lettere al padre suo che da lassù lo veglia, rievoca la sua infanzia felice e esalta i valori in cui è cresciuto. La folla attonita applaude beata!
I politicanti del direttivo, invece di collaborare e mediare per il bene della comunità pensano solo ad accordarsi per non soccombere.
Degli altri teatranti, sia di qua che di là, è meglio tacere.
Il popolo sinistroide che tanto si accalora per difendere gli ideali, incomincia ad averne piene le tasche per come stanno andando le cose e stanco si accinge a festeggiare le magre feste.
I destroidi dopo lo scompiglio provocato dall’ex boss si sono ringalluzziti e canteranno la stessa litania “ Brodi a casa” durante le feste.
I tiracampanesi che non sanno più cosa pensare di questa politica fatta da politicanti che pensano solo a se stessi, guardano la tv e ascoltano il politico di turno che grida il solito ritornello: “ Brodi ha rovinato il paese e deve andarsene a casa! ”. Un’anziana, coraggiosa e ardita donna del popolo, dopo un lungo appostamento ha affrontato il capo dell’attuale governo intimandolo ad andarsene a casa per il bene dell’intero paese di Tiraacampà.
Ma il prode Brodi che di pazienza ne ha da vendere supera l’ostacolo e tira a campà. Tiririrì, tiririrà.

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