I miracoli del governo dell’astuto Pernacchioni iniziano a prendere corpo dopo il buon lavoro dell’establishment. Difatti, Trefossi annuncia l’arrivo di 20.000 case e il morale del senzatetto, costretti a dormire sotto i ponti dal passato governo Brodi, è al massimo nonostante gli siano stati tolti i fondi per gli affitti agevolati! Alè!
Prima di partire per le vacanze la ministra più amata dal leader, con la giunta destroide della capitale, va in turnè nel campo rom invitando i bimbi ad andare a scuola dopo aver dato le impronte digitali.
Nerolarussa, orgoglioso ideatore dei soldati on the road, piange per non aver avuto abbastanza soldi per le sue forze armate. Teme di fare come già fece il suo amato predecessore che per moltiplicare le forze in campo le doveva spostare da una parte all’alta del paese. Si lamenta. Ma sempre prono al leader. Alè!
Massantadichè? Subita la sconfitta elettorale rientra in seno all’amato Pernacchioni per poter mostrare le sue grazie siliconate in parlamento.
Mentre tutto fila per i destroidi che con l’annunci vanno a gonfie vele, il PD crolla. Il Veltro attaccato sempre più dalla sua stessa parte per il momento regge, ma è alquanto sgonfio.
L’astuto Pernacchioni, dopo aver lanciato la moda della calotta verniciata di fresco, fa la passerella in panama e bretelle con la mano nella mano della Veronica. I tiracampanesi, suoi estimatori e incalliti gagaroni corrono a comprare bretelle e panama risollevando il languente mercato.
Il popolo sinistroide, condannato dalla sua classe dirigente ad essere perdente a vita, piange!…
Il popolo destroide regge e reggerà!…
Il popolo tiracampanese tira a campà!…