mercoledì 31 dicembre 2008

antico augurio Tuareg per l'anno nuovo:

Che le pulci di cento cammelli infestino il culo dei potenti del mondo e che le loro braccia siano troppo corte per poterselo grattare!




Siamo all’ultimo giorno dell’anno e nel mondo, ma anche in casa nostra…
I senza tetto muoiono di freddo.
Ci si meraviglia dell’onestà delle persone comuni, mentre non ci si stupisce della disonestà dei politici.
In terra santa è guerra da 60 anni.
Hamas dice di voler distruggere Israele e intanto Israele distrugge il popolo palestinese.
Il vaticano non riconoscerà automaticamente le leggi italiane.
Le bombe uccidono i bimbi, ma ci si preoccupa di salvare i feti.
Il clero, il popolo di fede e anche il governo non permettono ad Eluana di riposare in pace.
Il sommo pontefice si mostra con mantelline rosse bordate di ermellino, stole dorate e alti copricapo mentre sorride beato benedicendo il popolo dei fedeli.
E tante, tante pessime cose ancora accadono nel mondo…
Così anche in Tiraacampà oggi è come ieri.
La politica è un beverone, molte chiacchiere e poca sostanza.
C’è miseria, ma si stà bene in tiraacampà.
C’è chi ha perso il lavoro, ma ci sono tanti che ancora c’e l’hanno e ben pagato.
In Tiraacampà tutto aumenta tranne che gli stipendi!
In Tiraacampà c’è chi si accontenta, ma tanti non si accontentano mai!
In Tiraacampà c’è chi spera nella provvidenza e chi invece non ha più da sperare in nulla.
Ora come sempre il male indossa le vesti dei potenti del mondo per dominare le genti!
In Tiraacampà c’è chi stà bene, chi stà male e chi stà così e così … e tira a campà!

P.S.

LE STELLE




All'inizio dei tempi, tanto, tanto tempo fa, gli abitanti della Terra non vedevano ne’ la Luna ne’ le stelle. La sera, quando il Sole se ne andava a dormire, la Terra veniva avvolta da un profondo buio che infondeva agli uomini il terrore di non rivederlo sorgere al mattino.
Dall'altra parte del cielo, in alto oltre il buio, c'erano gli astri che osservavano tutto ciò che accadeva sulla terra. Soprattutto per la Luna e le stelle, che erano molto curiose, guardare giù era il passatempo preferito. Soltanto il Sole non degnava nemmeno di uno sguardo gli abitanti del pianeta Terra, si preoccupava, comunque, di illuminarli e di riscaldarli. Gli uomini, al contrario, si preoccupavano di Lui, tanto che nei giorni in cui il Sole rimaneva nascosto dietro le nuvole, temevano di non rivederlo mai più, attribuendo al fatto chissà quale maleficio.
Gli astri vivono moltissimo, centinaia e centinaia di anni. In quei lontani tempi c'era un'usanza: quando una stella stava per esaurirsi, esprimeva un desiderio che veniva realizzato in breve tempo.
Una millenaria stella che viveva nella costellazione di Orione era prossima alla fine. L’astro aveva trascorso tutta la vita ad osservare i terrestri. Tanta gente aveva visto lottare per sopravvivere, una moltitudine di persone che non possedevano niente all'infuori della propria esistenza. A molti la vita veniva strappata con forza da uomini senza scrupoli. La Stella, turbata di assistere a battaglie per la conquista dei popoli, a sacrifici per gli Dei, al dominio dei re che conquistavano il potere con la loro aggressività, lei sapeva bene che nessuno era nato re o imperatore, ma lo diveniva sfruttando la propria potenza fisica e seguendo l’istinto d’ambizione. Le persone semplici si accontentavano di vivere la loro esistenza in pace e in libertà, ma purtroppo, molte volte erano costrette alla schiavitù. Nel migliore dei casi, restavano povere per tutta la vita. La Stella aveva notato che ciò accadeva ovunque, sia ad oriente che ad occidente.
Un giorno, stanca di vedere tanta povertà ed ingiustizia, si mise a contare i potenti della terra, uomini e donne che nelle loro mani detenevano tutte le ricchezze del pianeta. Li contò ad uno ad uno, sorvolando da un capo all’altro il globo terrestre. Scoprì che questi erano circa duecento. Fu allora che decise: quando starò per spegnermi chiederò al grande Artefice di fare in maniera che le ricchezze dei duecento potenti siano distribuite tra i tantissimi poveri.
La Stella aveva da poco compiuto un milione di anni, era giunto il momento di esprimere il suo desiderio. Quel giorno si recò dal suo superiore, dietro la stella polare, per chiedergli di esaudire il desiderio. Egli accolse la richiesta della Stella invitandola a ritornare a splendere nella sua costellazione.
Il Superiore inoltrò la domanda la quale fu subito accolta favorevolmente da chi era più in alto di lui.
Allora sulla terra iniziò una grande rivoluzione: i duecento potenti furono destituiti. Nuovi capi, nuovi imperatori. Ci furono furiose battaglie ed ingenti perdite da ambo le parti. Passarono gli anni, i re cambiarono, ma le regole no, erano sempre le stesse. La Stella soffriva vedendo che nulla migliorava e supplicava continuamente: <<>>.
Altri combattimenti, civiltà antichissime annientate, potenti imperatori sconfitti. Ma chi subentrava, anche se all'inizio attuava un cambiamento, con il passare del tempo riprendeva l'antico modo di governare.
La Stella era allo stremo, inquieta, sfinita dalla lunga attesa. Mai era accaduto che una stella non vedesse realizzato il proprio desiderio prima di spegnersi. La Luna la consolava, esortandola a non esaurirsi, rassicurandola che lei stessa si era rivolta al grande Artefice per chiedergli di esaudire quel desiderio.
Finalmente una notte, un messaggero celeste le comunicò che il grande Maestro l'avrebbe presto ricevuta. Allora La Stella attese con ansia quell'incontro. Concentrò tutte le sue energie per splendere il più possibile, il tempo stringeva e lei non voleva farsi vedere offuscata.

La notte seguente si sentì avvolgere da una forza misteriosa e invisibile che la spinse ad andare avanti, in alto, in spazi che nessuno aveva osato violare.
Lassù, una fulgida luce spandeva bagliori irradiando tutti gli astri dell'universo, il Sole si nutriva di quello splendore riflettendo sulla Terra i suoi benefici raggi.
La Stella abbagliata da tanta luce non osò guardare. Lusingata e timorosa di trovarsi al Suo cospetto Abbassò lo sguardo. Tremante, se ne stava in silenzio a capo chino quando udì una altisonante voce rimbombare nello spazio che disse: <<>> Poi, con tono pacato la voce invitò l’astro ad esprimere un nuovo desiderio.
La Stella, che nell'attimo di essere al Suo cospetto aveva bruciato le ultime energie per rilucere di fronte a Lui, di colpo perse d’intensità.
Ridotta in un flebile lumicino, delusa che il suo desiderio non fosse stato esaudito, con le poche energie che ancora possedeva cercò di concentrarsi per poter trovare un desiderio che potesse in qualche modo aiutare la povera gente. Con un fil di voce la Stella chiese al Maestro di fare si’ che giù, sulla Terra, le notti non fossero più buie e che tutti, anche i più poveri, schiavi e malati, avessero la gioia di vedere il cielo illuminato dalla Luna e cosparso da miriadi di stelle.
L’astro stava spegnendosi... no! Non poteva accadere che una stella si spegnesse senza vedere esaudito il suo desiderio. Il Maestro annuì, ma ad una condizione: gli abitanti della Terra avrebbero visto le stelle e la Luna, ma da quel momento gli astri non avrebbero più potuto guardare ciò che accadeva sulla Terra.
La Luna che era stata in disparte ad osservare e si sentiva anch’essa coinvolta in tale decisione, fece alla Stella un cenno per darle il suo assenso.
La Stella, ormai stremata, annuendo mandò un ultimo bagliore e lentamente si spense.
Quella lontana notte, gli uomini sulla Terra videro improvvisamente accendersi il cielo da una trapunta di stelle che incoronava una fantastica Luna.
Sbalorditi per quello straordinario e inconsueto scenario gli abitanti della Terra, poveri e potenti, restarono per ore ed ore con lo sguardo incollato al cielo, come in estasi, fino a quando non subentrò in loro il timore e poi il terrore che prima o poi quel soffitto luminoso gli sarebbe precipitato addosso. Ma poi arrivò l’alba che spense le stelle ad una ad una... restò ancora la Luna ad aspettare il Sole ed un nuovo giorno cominciò.
L’umanità impiegò molto tempo a superare quella paura che le attanagliava l’anima. Ma quando il timore fu superato, tutte le creature viventi aspettavano felici che il Sole se ne andasse a dormire per veder sorgere dal buio gli astri luminosi ed affascinate, restavano a lungo a contemplare la volta celeste. Tutti, anche i poveri, poterono ammirare tale meraviglia e nessun potente poté racchiudere nei suoi possedimenti il cielo! Poi, con il passare del tempo la vita riprese il suo corso, ma ancora oggi l’attrazione che l’uomo ha per il firmamento è restata intatta.
Da quel tempo sono trascorsi migliaia e migliaia di anni, sulla Terra sono cambiate molte cose. L'uomo con la sua intelligenza ha scoperto il mondo. Con il progresso ha conquistato il benessere, ma le regole del gioco non sono cambiate, ancora oggi regna l’ingiustizia e l’egoismo, infatti, coloro che hanno in mano le ricchezze di tutta la Terra, sono poco più di duecento.
grizia 20-6-1998

lunedì 29 dicembre 2008

Ciao mio caro Teo...

domenica 28 dicembre 2008

La boiata del giorno...

Le ultime parole famose del Leader di Tiraacampa!...

Oggi non ho voglia di scherzare, lo sguardo rassegnato di questa bambina non mi permette di essere allegra.L’anno vecchio sta per finire e quello nuovo non promette niente di buono.
Nella martoriata terra di Palestina si è riaccesa la guerra, cadono bombe, uccidono anche persone inermi e tante alte restano mutilate mentre in occidente si pensa ai festeggiamenti.
In Iraqk, guerra, in Afghanistan, guerra, in parte dell’Africa guerra, in India e Pakistan soffiano venti di guerra. Miseria e guerra, la gente scappa in cerca di una vita migliore. Giungono da noi battelli carichi di disperati, tanti restano in mare a nutrire i pesci! La crisi mondiale fa paura, ma no nel nostro paese, ovvero: c’è, ma ancora non mostra il vero volto.
La decantata globalizazione che ci dicevano avrebbe portato il bene alle popolazione si è rivelata un modo per arricchire i soliti ricchi che, dislocando le fabbriche nei paesi dove ancora non esistono i diritti, pagano meno la manodopera.
Negli ultimi decenni nel nostro paese è emerso il peggio. La società civile, in parte attenta a chi soffre, l’altra opportunista e pronta a sfruttare là dove c’è da farlo.
I valori che una volta appartenevano alla sinistra non esistano più, disconosciuti anche da chi si dichiara di esserlo.
Il popolo ha eletto alla guida del paese l’uomo ricco, simpatico, con la vocazione al comando che si loda e si bea di essere quel che lui crede di essere...
Ma ora è tempo di brindare all’anno nuovo, bando alle tristezze. Ci raccontano che la crisi porterà ad un mondo migliore dove regnerà l’etica! Ma,… io ne dubito. I potenti non hanno mai rinunciato ai privilegi, credo che anche gli attuali non siano diversi da quelli passati. Temo che le avvisaglie in corso ci accompagnino verso un inevitabile sconvolgimento per poi ricominciare con ciò che resterà…

sabato 27 dicembre 2008

In Tiraacampà si sta meglio che in America...

La c’è la crisi, qua c’è ancora aria di festa. I tiracampanesi hanno trascorso la vigilia di Natale mandando messaggini augurali con i telefonini… facendo così ingrassare i grassi gestori! Ma in compenso hanno speso di meno in vestiario privilegiando la pancia, naturalmente tutto secondo la capienza del borsellino.
I ricchi invece non si sono fatti mancare nulla: capponi ripieni, vestiti griffati, soggiorni da sogno e doni da nababbi!
I politici hanno passato il S.Natale in famiglia. Il Veltro lo ha trascorso nella Marsica in compagnia dei lupi marsicani. L’amato leader che di famiglie ne ha due, com’è nei suoi poteri, si è sdoppiato ed ha presenziato nelle due famiglie, in una in veste di Padre e nell’altra di Figlio. A sera si è ricomposto in pezzo unico!
Anche i poveracci si sono accontentati! Con la magna-carta hanno riempito le pance e le credenze per tirare a campà bene per tutto il mese e forse più!

Il popolo sinistroide si fustiga e non gode!…

Il popolo destroide si loda e gode!…

Il popolo tiracampanese…tira a campà!… amen!…

venerdì 26 dicembre 2008

Mentre si festeggia ...

In Tiraacampà si festeggia il Natale, i regali sotto l’albero non sono mancati. Le tivù annunciano che il mercato ha retto che i tiracampanesi non hanno avuto paura della crisi e hanno speso: Ma mentre nelle case dei tiracampanesi si festeggia, in una baracca nella boscaglia muore una giovane mamma e il suo bambino. Si spengono nel tentativo di scaldarsi, periscono di povertà, scompaiono circondati dall’indifferenza, cessano di vivere per l’egoismo degli opulenti, muoiono per il timore che incutono, se ne vanno per aver cercato una vita migliore!… Intanto l’umana cattiveria festeggia anche sfogandosi con gli animali e un cane, ormai cieco, viene gettato a morire in mare…

giovedì 25 dicembre 2008

Il ritorno verso casa di babbo Natale...

Nel buio della notte del S. Natale, babbo Natale viaggiava sulla rotta di casa, quando scorse delle flebili luci. Attratto ha indirizzato le renne verso di esse e in un attimo si è trovato sopra quei bagliori. Si è subito accorto che quelle luci provenivano da casupole fatte di lamiera e plastica. In un balzo è sceso dalla slitta e si è avvicinato ad una di esse per scrutare attraverso la finestrella protetta da plastica che fungeva da vetro. Poche cose adornavano la stanza, un fornello per cucinare, alcune sedie scompagnate, un tavolo sgangherato che pareva volesse cadere da un momento all’altro e in fondo alla stanza, adagiati su laceri materassi, bimbi avvolti in cenciose coperte dormivano ai lati dei loro genitori. Ai piedi del letto un alberello adorno di strisce di stagnola riluceva. Difatti, l’occhio vigile di Babbo Natale aveva visto quelle luci che avevano preso a brillare al suo passaggio, ma le aveva notate solo sulla via di ritorno e ne fu dispiaciuto!
Era entrato in molte case, in tutte aveva trovato l’abete riccamente addobbato dove ha deposto i doni. Molti regali che a lui parevano eccessivi, ma li aveva ugualmente lasciati. In ogni casa c’erano bimbi addormentati in morbidi letti che sognavano giocattoli.
Preso dalla rabbia e dallo sconforto avrebbe voluto tornare là per riprendersi alcuni dei ricchi doni e darli a quei bimbi che dormivano nelle baracche. Ma la luce dell’alba era prossima e la slitta magica non poteva tornare indietro! Allora, abbattuto, frugò nel suo sacco. Dal fondo estrasse ciò che era rimasto: bambole, trenini, e altri giochi che si apprestò a metterli accanto ad ogni bimbo che dormiva lieto sognando i doni… che sperava di trovare al risveglio.
Dato un ultimo sguardo ai fanciulli è risalito in fretta sulla slitta incitando le renne alla corsa verso casa per un breve riposo e poi… continuare a lavorare per far felici i bimbi nel mondo…




lunedì 22 dicembre 2008

Natale magro in Tiraacampà...

Il dibattito del PD si è concluso, chi si attendeva uno scossone è restato deluso. Il malato è grave, il virus è dentro il partito e ci vorrebbe una cura da cavallo! Ma medicine, per il momento, non ce ne sono.
Momentaneamente il Veltro galleggia nelle acque tumultuose in cui navigano: zattere, barchette ( anche di carta) e vascelli fantasma condotti dai soliti politici che remano ognuno in rotta di collisione con il fine, di affondare il neo partito che anche se è nato male, è l’unica speranza per il popolo sinistroide… Intanto in Tiraacampà, un po’ peggio, ma si tira a campà, il S. Natale è alle porte e i tiracampanesi si apprestano a festeggiarlo anche se i borsellini sono flosci.
I politici nel frattempo dibattono. Fossi alza la voce e batte i pugni perché vuole il federalismo subito. L’astuto Pernacchioni invece si alza sui tacchi, guarda severo i sui fedelissimi e ribatte: Presidenzialismo! Dopo si rivolge ai sudditi e consiglia di fare acquisti che la crisi non c’è in Tiraacampà. La parola d’ordine è spendere e arrangiarsi, ognuno come può…. anche rubando, ma no la solita mela, perchè il rischio non vale la candela… Dopodichè insieme ai compari va a gozzovigliare, ma prima, fa sognare i tiracampanesi regalandogli dalla tivù l’accurato menù! E così i poveracci che con la magna-carta bevono il cappuccino, sognano l’amato leader che felice ride e si rifocilla in barba anche a loro…

Il popolo tiracampanese: contento, scontento,onesto, disonesto, deluso, felice, ricco, povero, bello e brutto… come sempre tira a campà!…
P.S.
Intanto, lontano, lontano tra i monti di neve c’è fermento. Tutto è pronto. La slitta è gia carica di doni, dentro ci sono anche le letterine affettuose inviate dai datori di lavoro ai loro dipendenti. Per questo, a Babbo Natale gli girano le palle, comprese quelle che addobbano il suo albero. Non voleva portarle, ma si è deciso dopo che in cuffia e telecamerina, ha visto il leader tiracampanese raccontare ai suoi sudditi una saccata di allegre boiate. Ha pensato che forse, i biglietti erano solo affettuosità, e quindi ha caricato anche quelli ed è corso a lucidare gli zoccoli e corna alle sue renne.

venerdì 19 dicembre 2008

In Tiraacampà ulula il lupo marsicano...

In Tiraacampà ulula il lupo marsicano…

La gattabuia corre sul filo del telefono. Dilaga lo scandalo degli affari che i politici tessono con gli imprenditori: “ io ti dò una cosa a te, tu mi dai una cosa a me! ”. Questo il motto adottato.
Per il momento la bufera si è abbattuta nella regione marsicana dove per timore di essere impallinati anche i lupi non escono dalle tane, ma ululano inquieti…
Anche sotto il Vesuvio l’inquietudine regna e alcuni politici vanno in processione ad accendere un cero a S. Gennaro…
Intanto in parlamento tutti garantisti e gli inquisiti restano sugli scranni! Solo Checiazzecca protesta e vuole far pulizia anche se ha dimenticato che all’epoca del prode Brodi prese tra le sue fila un inquisito (e poi traditore) che il giustiziere non poteva ignorare.
Il leader tiracampanese più amato dal reame ha ora il clima ottimo per attuare il suo piano in merito alla giustizia.
Tempo da lupi anche per il Veltro, oggi è nell’arena circondato dai suoi pretoriani per valutare la situazione!…

Il popolo sinistroide, orecchie e coda a terra, spera in Babbo Natale!

Il popolo destroide festeggia, brinda e marcia!…

Il popolo tiracampanese…tira a campà!…

giovedì 18 dicembre 2008

Che bomba,...in Tiraacampà è scoppiato il bubbone...

E’ esploso nel condominio dei sinistroidi, ma anche in casa d’altri non si sta meglio!…Cambiano i modi, ma il malaffare politico dilaga. Gli amministratori cercano gli impermiabili per ripararsi, ma piove! Per il momento sul meridione del paese e solo nella la città del giglio sono caduti dei goccioloni.
Le previsioni del tempo danno nuvole e temporali ovunque.
Il popolo sinistroide che da PCI, PDS, DS, PD ( fusione DS- margherita), arrossisce!
Lusetto, pd- ex margherita, dice che lui promette e poi non mantiene, Bucchino AN, per il momento non appare in tivù a dare lezione di moralità.
Ultima notizia, la camera ha respinto la procedura a l’arresto del ministro Malgiotta inquisito di corruzione…amen!…
L’establishment promette cambiamenti! L’astuto Pernacchioni tace: cova l’eliminazione delle intercetazzioni e la museruola ai giudici….Il Veltro è nel pallone… amen!

Il popolo sinistroide piange per davvero!…

Il popolo destroide ha poco da ridere!…

Il popolo tiracampanese, come sempre tira a campà!…

martedì 16 dicembre 2008

Nulla ni nuovo in Tiraacampà...

Dopo la gattabuia del Turco, presidente della regione Marsicana, il popolo tiracampanese ha scelto Gianchiodi, candidato delle destre. Peccato che anche lui sia scivolato sull’immondizia ed è indagato! Ma come si sa i tiracampanesi amano il bello e lui è un gran bel pezzo d’uomo… Intanto Checiazzecca gonfia, il Veltro sgonfia e Pernacchioni gioisce!…
Alle prossime elezioni di primavera se ne vedrà delle belle, specialmente in quei siti dove hanno sempre trionfato i sinistroidi.

Il popolo sinistroide non sa più che acqua bere, c’è chi suggerisce di berla benedetta…

Il popolo destroide se ne frega dei suoi indagati e pensa: questo o quello per me pari sono, importante è che piacciono al Leader-massimo!…

Il popolo tiracampanese dieserta le urne e tira a campà!…

P.S.
Intanto che in Tiraacampà si dibatte su questo o quello, Babbo Natale assediato da una bufera di neve ascolta le notizie dal mondo reale dove ha appreso che l’ex Leader più potente del pianeta è stato preso a scarpate!
Preoccupato si è subito tolto la cuffia ed è corso a suonare il corno per consultare la Befana, ma la tempesta in atto non ha permesso il collegamento.
Dopo aver buttato un occhio sulle ignare renne che non sanno il rischio che corrono, ha preso dal fuoco che arde sempre in quella lontana landa, la caffettiera fumante e si è bevuto un caffè forte per riprendersi dallo shock del lancio di scarpe…

lunedì 15 dicembre 2008

In Tiraacampà il brivido corre lungo la schiena dei pensionati...

Sono trascorsi pochi mesi dalla sconfitta del prode Brodi che ormai pare un secolo.
E’ accaduto di tutto in questo poco tempo: la fine della sinistra estrema, l’annientamento dei verdi, un nuovo partito che stenta a partire, la questione morale sul groppone dei dirigenti “sinistroidi “ locali, la riforma della scuola, la frammentazione della sinistra e via discorrendo…
La vittoria del vecchio e sempre verde Pernacchioni, con la sua serrata coalizione ha portato cambiamenti epocali, specialmente dovuti al ministro Brunettino che ha messo a posto i fannulloni statali.
L’alto ministro che da quando è in carica stupisce per le sue idee forti e a forza di “bastone e carota”, ha dimezzato gli ammalati statali, facendo risparmiare allo stato sovrano una fraccata di moneta contante e per se medesimo si è guadagnato il successo e un gran pezzo di figliola per fidanzata! Una sventola, ma che sventola!…
L’ultima bastonata che Brunettino ha annunciato è rivolta alle lavoratrici che secondo lui dovrebbero andare in pensione a 65 anni.
La paura di essere bastonati monta in Tiraacampà e molti si chiedono su chi cadrà la prossima bastonatura.
Infiltrati raccontano che Brunettino nei pochi relax, oltre la sventola, sia la cucina che gli allarga il mondo delle idee. Difatti dopo aver mangiato un piatto di pasta e fagioli, di cui lui è ghiotto, la mente gli è ritornata al tempo in cui sua nonna, da tempo volata in paradiso, cucinava per lui. Così il suo pensiero si è rivolto ai briosi pensionati di oggi, che campano troppo a lungo: 80, 90, 100 e più anni. Lo stato deve risparmiare! Ha subito pensato. La crisi in atto non può sostenere il gravoso onere delle pensioni! Per questo, l’attento ministro ha in mente di rimettere in servizio quei pensionati che dopo i 70 anni hanno ancora del verde per impiegarli a costo zero… dato che già godono di stipendio sicuro. Saranno esonerati i possessori della magna-carta che a forza di caffellatte e minestrone hanno perso sia il fisico che la voglia di essere pimpanti!…
Il popolo tiracampanese… tira a campà!…

sabato 13 dicembre 2008

E cammina, cammina, cammina...


La sinistra in cammino si è più volte rimescolata, i tiracampanesi da tempo hanno lasciato la vecchia via e imboccato una strada che recentemente si è trasformata in una autostrada dove in massa corrono.
La via che appariva essere l’unica percorribile atta a riscattare i più deboli: le classi inferiori, i lavoratori, disoccupati e i diritti della società civile, si è tramutata in un vicolo cieco. L’ultima miscelatura sembra condurla all’estinzione. Difatti sono trascorsi 10 mesi e la creatura dalle molte, troppe, anime partorita dal Veltro, già pare agonizzante. Le guerre intestine regnano all’interno del partito e traspare la voglia di far fare al Veltro la fine che pochi mesi fa fecero fare a Brodi.
Il popolo sinistroide si chiede: “ perché la classe dirigente fa di tutto per dare una mano all’avversario? Ora perfino la moralità è in discussione... Basta con le correnti, fuori il marcio! Altrimenti se non avverrà un cambiamento sarà la fine…
Intanto il paese è in crisi, chiudono le fabbriche, il potere d’acquisto è diminuito e gran parte delle persone temono il peggio.
L’astuto leader dice ridendo: ” In Tiraacampà non ci sono pericoli. I tiracampanesi sono formiche e non corrono rischi… spendete, spendete! Prendete il mio esempio, io spenderò moltissimo!… Per il S Natale regalerò a ciascuno dei miei figli una villa, ai miei nipoti un castello a mia moglie Veronica me medesimo: bello, aitante, rigenerato e immortale. Per me stesso mi donerò il potere!… Al popolo tiracampanese offrirò la goduria di apprendere dai media i dettagli delle nozze di mia figlia. Il rito sarà celebrato nella cappella della mia magione preferita!…”
Così, con questa bella storia romantica il popolo tiracampanese sogna e tira a campà!…

giovedì 11 dicembre 2008

In Tiraacampà ci si arrangia per tirare a campà...

è proprio vero che in Tiraacampà si tira a campà!…
Radicato da decenni, il malcostume non finisce di stupire. Ora è di scena lo scandalo dei diplomi comprati per essere poi assunti come infermieri e tirare a campà! Medici compiacenti che vendono i diplomi a suon di soldoni per tirare a campà! Poveracci che fanno la fila per la magna-carta per tirare a campà. la politica vecchia e corrotta che tira a campà. Il gradimento al 72% che i tiracampanesi hanno per Pernacchioni e lunga sarebbe la lista di chi in un modo o nell’altro tira a campà in Tiraacampà!…

mercoledì 10 dicembre 2008

I politici: "Meglio Tiraacampà che l'America!..."

Il governatore americano che voleva vendere la poltrona vacante di Obama è finito in galera e ha chiuso con la carriera politica. In Tiraacampà invece gli intrallazzatori scendono in politica per eludere la giustizia. Il parlamento è pieno di inquisiti attaccati agli scranni senza un briciolo di vergogna. Restano con il beneplacito del popolo tiracampanese ( che della morale dei politici se ne fa un baffo con lo stantuffo).
In Tiraacampà si ascolta il richiamo del tempio che alza la voce per difendere i diritti alla vita di chi da anni vegeta in letto senza speranza, ma non aderisce ai diritti umani nel mondo dove l’omosessualità è reato e in 9 paesi viene punita con la morte.
Anche gli animali sono vittime dell’uomo, vengono allevati per nutrirci, alimentati male per far soldi e rifilati agli ignari consumatori che ingrassano e poi corrono a fare ginnastica per dimagrire. Ora c’è una nuova strage, i suini irlandesi alla diossina. Ma in Tiraacampà non c’è pericolo dicono dall’establisment (i maiali loro li conoscono bene): “ noi li allevano in casa!…
Intanto si è placata da parte della stampa l’attenzione per la magna-carta, i poveracci sbrigano le carte per averla e ringraziano l’astuto Pernacchioni che gli ha dato la possibilità di festeggiare il S. Natale come si deve.
Il premier, dopo aver apportato i vari tagli ai tiracampanesi ha promesso che spenderà molto nei doni natalizi. Ai suoi ministri farà regali costosissimi, ai capitani coraggiosi, ora eroi, gli offre affari d’oro, ai cittadini ha regalato Pillori, speranza, fantasia e ottimismo, all’amata Veronica si donerà lui medesimo rigenerato e per se stesso, come sempre, soldi e potere!…

Il popolo tiracampanese aspetta, spera e tira a campà!…

martedì 9 dicembre 2008

Poveri maiali...

Maiali alla diossina e probabilmente anche la carne di manzo. L’Irlanda li rifila a destra e manca. Pare che la colpa sia di un olio adoperato per l’essiccazione del mangime.
Le autorità ci dicono che da non il pericolo non esiste. Di stare tranquilli. Io invece non sto affatto tranquilla, Per arricchire fanno di tutto. Pochi mesi fa i giornali parlarono di una ditta alimentare dove venivano riciclati i formaggi scaduti, ammuffiti e pieni di escrementi di topi. Queste schifezze venivano rigenerate e vendute agli ignari consumatori. Quindi c’è poco da stare tranquilli. Ma c’è un altro fatto che mi preoccupa. Temo che accada ciò che accadde per l’epidemia dei polli, le tivù ci mostreranno nei vari TG l’abbattimento in massa dei maiali ( Io sto male al solo pensarci) . Dovrebbero invece mostrarci i frodatori in galera!

Tempo di crisi...

La crisi avanza sulla terra, le notizie dal mondo divulgano scenari catastrofici in tutti i campi dell’economia, così anche i bordelli sono in crisi e rischiano l’estinzione. In rete si è aperto un forum per la salvezza delle operatrici del settore. Tra le proposte, accoglierle in Tiraacampà dove potrebbero trovare asilo, per poi far carriera nelle tivù e nel parlamento tiracampanese sempre a caccia di belle femmine.
Intanto che i poveracci sono intenti a sbrogliare le carte per ottenere la magna-carta, nel paese il tema del giorno è la riforma della giustizia dopo che anche nel PD si sono intercettati i politici. Mentre il Veltro almanacca per salvare il salvabile, illustri indovini lo danno finito. Difatti il timore del popolo sinistroide è che sia il primo grande partito a nascere e perire nell’arco di un anno. Gli esponenti del PD sono stati convocati per un rito scaramantico nelle segrete del paese. Esclusi gli intercettati e dentro i traditori.

Natale è alle porte e il popolo tiracampanese che sperava di festeggiarlo con arrosto di suino gli è andata male, deve per forza festeggiarlo o con caviale del Volga, polli ruspanti e aragoste, oppure con fichi secchi, ballotte e ribollita…
Nel frattempo, tira a campà!..

domenica 7 dicembre 2008

Tormento e catene, Firenze non sogna più!...

La batosta fiorentina ha gettato nello sconforto il popolo sinistroide e nella cacca i dirigenti politici che annaspano nel tentativo di non ingoiarla.
Nella città del giglio si fanno sogni amari e il sindaco s’incatena, ma in Tiraacampà non va meglio. La magistratura si fa la guerra nelle procure, l’economia è in caduta libera, Trefossi il francescano taglia i soldi alla ricerca, ma li da per la scuola privata dopo la fischiata del Tempio, il freddo è in arrivo, i disoccupati anche e il Veltro non tira…
L’astuto Pernacchioni, immorale eccellente, gongola felice mentre è in trasferta a raccattare i voti per il suo candidato. Dice, alla folla accorsa, di spandere e spendere per le feste. Lui spenderà moltissimo nei regali di Natale per il suo governo. Poi, esibisce la sua prestanza fisica, e spicca la corsa seguito dai suoi estimatori che al grido di Filvio, Filvio lo applaudono mentre lui va in sollucchero!

Il popolo sinistroide si domanda:” riuscirà il Veltro a scrollarsi la zavorra e rinnovare il PD? “

Il popolo destroide tira!…

In Tiraacampà l’unica cosa che tira è il lotto e con questo,… il popolo tiracampanese tira a campà!…

sabato 6 dicembre 2008

In Tiraacampà ci mancava solo la cupola...

Tutti collusi: partiti, Bestianera, imprenditori e magistratura. Esclusi solo i soliti poveracci!
La bomba è scoppiata in casa dei sinistroidi e il suo popolo piange, piange e non vede uscita di sicurezza. Sale la febbre nella città del giglio, sbiancano gli anziani rossi tanto orgogliosi di essere dalla parte della morale.
Il Veltro vacilla, la questione morale che sta montando rivela i vari meccanismi che convivono nei partiti. Già in un lontano tempo un esimio dirigente sinistroide parlò della moralità nei partiti. Sotto le righe già si poteva capire del pericolo in corso. I rossi pensavano di essere immuni e il suo popolo, illuso, ci credeva. Il popolo tiracampanese ora, come del resto sempre, più che mai non ha altro da fare e TIRA A CAMPA’

giovedì 4 dicembre 2008

Dicembre nero in Tiraacampà...

La caduta degli Dei anche nella città del giglio... e lo sconforto è in aumento tra i sinistroidi...
La questione morale è esplosa, il PD è nel ciclone. Il Veltro è alle corde e per uscirne deve mostrare i muscoli e non solo! Gran parte dei tiracampanesi sono basiti, c’è chi si strappa i capelli, chi si tappa i naso e gli orecchi e chi se ne frega!
Intanto le tivù mostrano Trefossi, detto il creativo, trasformato in francescano.
Fossi e la sua banda sempre più anti-integralisti e l’astuto leader sempre lo stesso: bello, simpaticone, ben lisciato e stirato a dovere, irascibile con gli oppositori, ma ancora il più amato del reame!
Intanto le tasse non calano, ma le vendite si. I guadagni non crescono i disoccupati invece si. I poveri prosperano e i ricchi ingrossano e lunga sarebbe la fila da elencare!

Il popolo sinistroide vede nero!...

Il popolo destroide vede rosso!...

Il popolo tiracampanese vede la tivù e tira a campà!...

mercoledì 3 dicembre 2008

Pernacchioni?...Non mandiamolo più in trasferta...

Tutte le volte che ci va si arrabbia e inveisce contro qualcuno. Ieri se l’è presa con i giornali e con il solito PD. Il fido-fede lo consola ricordandogli di non preoccuparsi perchè i giornali non servono, il popolo tiracampanese mica li legge, preferisce guardare le tivù, specialmente le sua dove esorbitano facce, poppe e deretani!
Intanto il popolo dei poveracci gradisce la magna-carta distribuita dall’establishment con parsimonia e giudizio, ai veri poveri, che in coro dicono: grazie, davvero grazie!
Ora anche i poverett anelano ad averne diritto, ma per loro sarà dura dato che non hanno l’età idonea all’acquisizione della magna-carta.
Al momento il buon governo magna,...eccome magna!
Intanto, su nell’alte stanze del tempio il sommo Sacerdote continua a stupire i suoi ammiratori, e non solo loro, negando la sua firma per i diritti dei disabili. Nel documento non c’è la condanna all’aborto e siccome lui non ha le competenze in fatto di figli, preferisce far nascere i bambini anche quando dovessero nascere con gravi malformazioni. Non solo gli atei tiracampanesi, ma anche tra i fedeli credenti si pone il dubbio della carità dell’alto clero.
Nel frattempo giunge dalla lontana America il pianto dello sconfitto leader. Piange per i massacri causati dalla guerra da lui ingiustamente scatenata...
Ma è un sincero pentimento o fifa di essere un giorno condannato da un tribunale internazionale? Sul sito di Tiraacampà da oggi si può esprimere la propria opinione su: è pentimento o fifa?
E mentre tutto ciò va in onda, il popolo tiracampanese tira a campà!...

martedì 2 dicembre 2008

In Tiraacampà piove sul bagnato...

Il buon governo ha appena annunciato il piano anti-crisi che si scatenano le proteste. Su nell’alto dei cieli, Marduk lancia sassate. Lo scontro epocale rischia di far caracollare gli interessi dell’astuto Pernacchioni. I suoi fidi ammiragli giustificano l’infida manovra contro l’amico-nemico e dicono: “servono soldi, bisogna incassare e risparmiare a tutto spiano! Se non ci sarà ripresa, prossimamente sopprimeremo i fondi per le costose cure salva-vecchi. Alla notizia i vecchietti hanno preso a ringiovanire.
I parigini volevano depenalizzare il reato di omossessualita nel mondo e padre Celestino, rappresentante del Tempio, risponde picche. II comportamento privato dei cittadini è considerato un reato in 91 paesi nel mondo, in 9 dei quali è punito con la morte. Il niet del buon Don Celestino fa riflettere e mette in dubbio la linea di carità del buon cristiano adottata dal sommo Sacerdote.
Tempi grevi anche per il Veltro. Sotto pressione arranca bersagliato da amici e nemici, solo il filiforme Crissino lo affianca fedele. La bufera è arrivata anche nella città del giglio, nel parapiglia è finita la giunta sinistroide che ha mandato in sollucchero Diociaiuti, aspirante alla carica di sindaco.
Il popolo sinistroide,... si aggrega ai tiracampanesi e tira a campà!...

lunedì 1 dicembre 2008

In Tiraacampà c'è la guerra delle parabole...

L’astuto Pernacchioni, re della parabola sulla terra, aumenta la tassa al nenico competitor “Marduk”! Così il popolo tiracampanese ancora una volta paga… eccome paga! Ma a parte queste scaramucce, nel paese tira una brutta aria. L’establishment procede e sforna, attraverso il megafono delle tv, le cifre che distribuirà al popolo per riprendersi dalla crisi che incombe. I tiracampanesi impazzano per capire se gli toccherà, o no, il tanto decantato aiuto governativo. “Meno male che almeno i poveracci sono sicuri di prenderlo” - bisbigliano i tiracampanesi- . “ Lo pigliano!… lo pigliano…” - ribattono alcuni- .
“ Ma se per caso qualche poveraccio avesse vinto al lotto, o guadagnato qualche euro andando a stirare, o a spolverare in casa d’altri e messo via parte del risparmio per i tempi più neri? Lo prenderà, o anche per loro nisba?…”- obbiettano altri -.
Nel paese ciò che si avverte è il clima politico. Lo sbandamento dei sinistroidi grava sul suo popolo che vedono i loro dirigenti di partito gravitare nella nebulosa e per molti di loro il pericolo corre sul filo telefonico!
“ Speriamo bene,” si dicono tra loro gli abbacchiati sinistroidi che vedono crollare ad uno, ad uno i loro mitici leaders… e salire sempre più in alto i capi dei destroidi!
Meno male che nel paese dove il gioco ha radici profonde, una se ne fa e una se ne inventa. Difatti, una famosa catena alimentare di origine teutonica, insediata in Tiraacampà, ha architettato un gioco inedito: estrazione, il via e l’arrivo. Il sorteggio dei quattro concorrenti avverrà all’interno del discount che con carrello spinto al massimo corrono verso gli scaffali della cuccagna e per un minuto, fanno man bassa per portarsi la spesa a casa gratis.
Assennati esperti prevedono l’espansione del sollazzo su tutto il territorio e che la febbre del gioco prenda campo in Tiraacampà.
Il popolo tiracampanese spera che la gara tra concorrenti sia leale e che non scendano in campo i soliti raccomandati!… E così, il popolo tiracampanese