giovedì 29 novembre 2007

In Tiraacampà l'astuto capo dell'opposizione ricambia idea.

Dopo l’annuncio di scardinare la Bicocca della libertà, Pernacchioni, Stella polare del popolo azzurro, asserisce di trasformare la Bicocca della libertà in azionariato spicciolo quotabile in borsa e accessibile a tutti i cittadini onesti. I requisiti per l’adesione sono: per l’uomo, statura non meno di un metro e settanta, con o senza tacchi, faccia rifatta e ben tirata, capelli tinti e trapiantati, giovanili, simpatici e abili pernacchiatori. Le donne dovranno invece essere: alte, slanciate, bellocce e con poppe rifatte o no, ma meglio se rifatte ad ok. Inoltre è aperto a tutti i benestanti o no che credono nella sua giustizia, equità e libertà di fare ciò che piace. Numerose riunioni si terranno nelle molte magioni dell’arruffapopoli.
I Sinistroidi osservano le manovre dell’uomo politico e aspettano che appaia sul carro trainato da cavalli alati e dall’alto dei cieli benedica la folla osannante. Egli che non mette in dubbio l’evento, ci crede!
I suoi due Ammiragli, Chiesini e Mussofini, per il momento tengono duro e spadroneggiano nelle T.V, ma tra non molto ritorneranno all’ovile a fare i pecoroni.
Il povero prode Brodi annaspa sempre con la sua maggioranza e se pur oberato tira a campà.
P.S. Sono trascorsi quattro mesi da quando Teo ci ha lasciato. Ciao Teo!

martedì 27 novembre 2007

I dissidenti accettano il dialogo.

Uno dei due ammiragli di Pernacchioni ha fatto patti con il nemico Feltroni. Difatti, Mussofini si è recato, per rifarsi la faccia, a parlamentare con il leader del nuovo partito a lui avverso. Mentre Chiesini accusa l’ex padrone di aver fatto leggi a proprio favore durante i cinque anni di governo, dimentico che anch’egli ne faceva parte.
Per il momento i due alleati sputano veleno addosso all’ex boss, ma non risparmiano di gettare sterco sull’odiato governo Brodi.
Il factotum Pernacchioni che fa e disfà a suo piacimento, per il momento è smarcato, ma confida nella sua genialità per riprendersi potere e prestigio. Dopo aver paragonato ad un ectoplasma la Bicocca della libertà ha deciso di studiare l’astrologia per non errare le future previsioni. Difatti la maga Verdeluna non fa più parte del suo staff e lui continua a fare bagni di folla di cui quotidianamente necessita. .
Il direttivo del paese, sempre in bilico, causa dissensi interni alla stessa maggioranza, costringe il povero prode Brodi a fare il funambolo e tiene il popolo sinistroide con il fiato sospeso ogniqualvolta il governo deve legiferare.
I destroidi, attualmente divisi tra gli ex ammiragli e l’astuto Pernacchioni, attendono la riappacificazione della coalizione per tornare al comando.
I tiracampanesi assistono al teatrino della politica, sapendo bene che le sceneggiate servono solo a coloro che sono sulla scena per raggirare il popolo (una volta si diceva: il popolo ignorante e ciuco).
Mentre tutto ciò accade, in Tiraacampà si attende il faccia a faccia tra Feltroni e l’astuto capo dell’opposizione. I sinistroidi temono l’astuzia di Pernacchioni che riesca, come già fece con Velalema, a raggirare anche l’interlocutore di turno.
Il prode Brodi si da un gran d’affare per mantenere unita la coalizione e confida nel buonsenso del direttivo per continuare a campà

lunedì 26 novembre 2007

come fare per correggere gli errori nel blog?

Oggi non ho tempo di scrivere sul blog, ma mi piacerebbe imparare come correggere gli errori nei post. Se ci fosse una bun'anima che mi spiegasse come fare sarei molto felice.

giovedì 22 novembre 2007

Chi la fa l'aspetti!

Dopo l’annuncio dell’astuto Pernacchioni vari avvenimenti si sono succeduti in Tiraacampà.
Invece dell’agognata implosione dell’odiato governo Brodi, è implosa la Bicocca della libertà. Difatti Mussofini e Chiesini, per il momento, riuniti intorno al fuoco fumano il calumet della pace e intonano l’inno di guerra contro l’alleato Padrone.
Fossi, Trefossi, Marroni, Porcaroli e company tacciono.
L’astuto Pernacchioni adulato dal popolo fedele non dimostra cedimenti. Abbraccia con le lunghe mani grondanti d’oro la Larossabalilla che dall’alto dei cieli irrompe con enfasi nelle case del popolo di Tiraacampà e non dimentica il compare Donlutri: uomo d’onore, di lettere e fondatore di squadre di calcio, il quale perseguitato dai magistrati a Lui si appoggia. Difatti viene da esso difeso a spada tratta e lancia invettive ai giudici che osano insinuare sulla rettitudine dell’onorato compare. Gli astanti esultano!
Intanto il direttivo del paese sembra avviato a mettere a punto cose importanti che tanto stanno a cuore al popolo del nobile paese.
I sinistroidi sperano che ciò avvenga prima del crollo dell’ establishment.
I destroidi onorano il loro idolo che ne sa una più del diavolo e con lui gioiscono.
I tiracampanesi neutri continuano a fare il suo, ma anche di più e tirano a campà.
Il prode Brodi, nonostante allevi in seno rospi e serpi, ostenta ottimismo e, com’anche sperano i suoi sostenitori, se riuscirà a mettere a punto ciò che ha promesso al suo popolo, felicemente continuerà a campà!

Solo in Tiraacampà può accadere ciò che avviene...

Nel nobile paese c’è un gran canaio, l’ultima mossa dell’astuto Pernacchioni ha scombinato tutto il quadro politico. Mussofini e Casini sbraitano verso l’alleato di un tempo e, per il momento, dichiarano di non voler eseguire più i suoi comandi. L’alleato Fossi tentenna, ma il neo partito d’Antrace e Massantadiche? aderiscono in pieno alla trovata dell’astuto uomo politico. Il quale è consapevole di aver dalla sua parte il Dio quattrino e con esso disporre di tutto ciò che desidera. Tronfio di sé, continua a far bagni di folla ovunque egli vada.
I sinistroidi che dissentono da Feltroni, per non perire, pare siano pronti a varare la ” cosa rossa”. Mentre Checiazzecca, pensa di aggregarsi a Tabacchi e dar vita alla “cosa bianca”.
Il popolo sinistroide di Tiraacampà si rode nell’assistere alle continue furberie dell’astuto capo dell’opposizione, chiedendosi che fine ha fatto il conflitto d’interesse.
I destroidi, entusiasti si allineano all’astuto leader e al grido di “avanti popolo” a lui si stringono a corte.
Il popolo apolitico del paese assiste ai fatti e continua a cibarsi di ciò che le televisioni, di stato e no, all’ ora di pranzo servono in tavola.
Il povero prode Brodi che con i suoi alleati ha da combattere all’infinito, continua a mediare pur di poter campare.

lunedì 19 novembre 2007

Accorrete, accorrete oh gente di Tiraacampà.

Grande successo alle bancarelle per sfrattare Brodi a furor di popolo.
L’astuto Pernacchioni, immerso in un bagno di folla ha annunciato di dar vita ad un nuovo movimento: “il partito del popolo della libertà“. L’insolito fatto ha sbigottito gli astanti e mandato in tilt gli alleati, tanto è vero che Bottiglione ha smesso di leccare il gelato.
L’astuto uomo, seguito da folla osannante che in lui vede il nuovo Salvatore, è giunto sul greto del fiume dov’egli si è allontanato camminando sulle tumultuose acque.
A sera la notizia ha oltrepassato le mura delle patrie galere dove si è alzato un alto grido di “libertà”.
I sinistroidi, rilassati per la tenuta del governo, con l’annuncio sono ripiombati nello sgomento.
I destroidi euforici seguono la scia della loro stella al canto di “ avanti popolo”.
I tiracampanesi che di tutto si lamentano, ma di libertà abbondano, non sanno cosa pensare. Sono mesti, ma tirano a campà.
A tarda notte, nelle redazioni del nobile paese di Tiraacampà è giunto dall’aldilà, un comunicato stampa. S. Alberico, il santo che viene festeggiato il 14 novembre e al quale si era rivolto l’astuto capo dell’opposizione per sfrattare l’odiato governo Brodi, manda a dire: non disponendo di potenti aderenze per giungere al grande Artefice, ho fatto del mio meglio e non mi meritavo lo spengimento del moccolo. Nel post scritto Il Sant’uomo consiglia il signor Pernacchioni di non disturbare i Santi, ma di rivolgersi direttamente al “ Dio quattrino” suo diretto sostenitore.
Il povero prode Brodi sballottato sia a destra che a sinistra, fiero alza le braccia al cielo dicendo: “Le vie del Signore sono infinite”. Imbocca la via e tiraacampà!

LE STELLE



All'inizio dei tempi, tanto, tanto tempo fa, gli abitanti della Terra non vedevano ne’ la Luna ne’ le stelle. La sera, quando il Sole se ne andava a dormire, la Terra veniva avvolta da un profondo buio che infondeva agli uomini il terrore di non rivederlo sorgere al mattino.
Dall'altra parte del cielo, in alto oltre il buio, c'erano gli astri che osservavano tutto ciò che accadeva sulla terra. Soprattutto per la Luna e le stelle, che erano molto curiose, guardare giù era il passatempo preferito. Soltanto il Sole non degnava nemmeno di uno sguardo gli abitanti del pianeta Terra, si preoccupava, comunque, di illuminarli e di riscaldarli. Gli uomini, al contrario, l’osservavano e si preoccupavano di Lui, tanto che nei giorni in cui il Sole rimaneva nascosto dietro le nuvole, temevano di non rivederlo mai più, attribuendo al fatto chissà quale maleficio.
Gli astri vivono moltissimo, centinaia e centinaia di anni. In quei lontani tempi c'era un'usanza: quando una stella stava per esaurirsi esprimeva un desiderio che veniva realizzato in breve tempo.
Una millenaria stella che viveva nella costellazione di Orione era prossima alla fine. L’Astro aveva trascorso tutta la vita ad osservare i terrestri. Tanta gente aveva visto lottare per sopravvivere, una moltitudine di persone che non possedevano niente all'infuori della propria esistenza. A molti la vita veniva strappata con forza da uomini senza scrupoli. La Stella, turbata di assistere a battaglie per la conquista dei popoli, a sacrifici per gli Dei, al dominio dei re che conquistavano il potere con la loro aggressività. Lei sapeva bene che nessuno era nato re o imperatore, ma lo diveniva sfruttando la propria potenza fisica e seguendo l’istinto d’ambizione. Le persone semplici si accontentavano di vivere la loro esistenza in pace e in libertà, ma purtroppo, molte volte erano costrette alla schiavitù. Nel migliore dei casi restavano povere per tutta la vita.
La Stella aveva notato che ciò accadeva ovunque, sia ad oriente che ad occidente.
Un giorno, stanca di vedere tanta povertà ed ingiustizia, si mise a contare i potenti della terra, uomini e donne che nelle loro mani detenevano tutte le ricchezze del pianeta. Li contò ad uno ad uno, sorvolando da un capo all’altro il globo terrestre. Scoprì che questi erano circa duecento. Fu allora che decise: quando starò per spegnermi chiederò al grande Artefice di fare in maniera che le ricchezze dei duecento potenti siano distribuite tra i tantissimi poveri.
La Stella aveva da poco compiuto un milione di anni, era giunto il momento di esprimere il suo desiderio. Quel giorno si recò dal suo superiore, dietro la stella polare, per chiedergli di esaudire il desiderio. Egli accolse la richiesta della Stella invitandola a ritornare a splendere nella sua costellazione.
Il Superiore inoltrò la domanda la quale fu subito accolta favorevolmente da chi era più in alto di lui.
Allora sulla terra iniziò una grande rivoluzione: i duecento potenti furono destituiti. Nuovi capi, nuovi imperatori. Ci furono furiose battaglie ed ingenti perdite da ambo le parti. Passarono gli anni, i re cambiarono, ma le regole no, erano sempre le stesse. La Stella soffriva vedendo che nulla migliorava e supplicava continuamente:
- Fate presto, sto spegnendomi! - Altri combattimenti, civiltà antichissime annientate, potenti imperatori sconfitti. Ma chi subentrava, anche se all'inizio attuava un cambiamento con il passare del tempo riprendeva l'antico modo di governare.
La Stella era allo stremo, inquieta, sfinita dalla lunga attesa. Mai era accaduto che una stella non vedesse realizzato il proprio desiderio prima di spegnersi.
La Luna la consolava esortandola a non esaurirsi, rassicurandola che lei stessa si era rivolta al grande Artefice per chiedergli di esaudire quel desiderio.
Finalmente una notte, un messaggero celeste le comunicò che il grande Maestro l'avrebbe presto ricevuta. Allora La Stella attese con ansia quell'incontro. Concentrò tutte le sue energie per splendere il più possibile, il tempo stringeva e lei non voleva farsi vedere offuscata.
La notte seguente si sentì avvolgere da una forza misteriosa e invisibile che la spinse ad andare avanti, in alto, in spazi che nessuno aveva osato violare.
Lassù, una fulgida luce spandeva bagliori irradiando tutti gli astri dell'universo, il Sole si nutriva di quello splendore riflettendo sulla Terra i suoi benefici raggi.
La Stella abbagliata da tanta luce non osò guardare.
Lusingata e timorosa di trovarsi al Suo cospetto, abbassò lo sguardo. Tremante, se ne stava in silenzio a capo chino quando udì una altisonante voce rimbombare nello spazio che disse:
- Vari tentativi sono stati fatti per esaudire il tuo desiderio, ma l'avidità e l’egoismo dei terrestri é troppo forte, nessuno è riuscito a spezzare tale sentimento! - Poi, con tono pacato, la voce invitò l’astro ad esprimere un nuovo desiderio.
La Stella, che nell'attimo di essere al Suo cospetto aveva bruciato le ultime energie per rilucere di fronte a Lui, di colpo perse d’intensità.
Ridotta in un flebile lumicino, delusa che il suo desiderio non fosse stato esaudito, con le poche energie che ancora possedeva cercò di concentrarsi per poter trovare un desiderio che potesse in qualche modo aiutare la povera gente. Con un fil di voce la Stella chiese al Maestro di fare sì che giù, sulla Terra, le notti non fossero più buie e che tutti, anche i più poveri, schiavi e malati, avessero la gioia di vedere il cielo illuminato dalla Luna e cosparso da miriadi di stelle.
L’astro stava spegnendosi... no! Non poteva accadere che una stella si spegnesse senza vedere esaudito il suo desiderio. Il Maestro annuì, ma ad una condizione: gli abitanti della Terra avrebbero visto le stelle e la Luna, ma da quel momento gli astri non avrebbero più potuto guardare ciò che accadeva sulla Terra.
La Luna che era stata in disparte ad osservare e si sentiva anch’essa coinvolta in tale decisione, fece alla Stella un cenno per darle il suo assenso. La Stella, ormai stremata, annuendo mandò un ultimo bagliore e lentamente si spense.
Quella lontana notte, gli uomini sulla Terra videro improvvisamente accendersi il cielo da una trapunta di stelle che incoronava una fantastica Luna.
Sbalorditi per quello straordinario e inconsueto scenario gli abitanti della Terra, poveri e potenti, restarono per ore ed ore con lo sguardo incollato al cielo, come in estasi, fino a quando non subentrò in loro il timore e poi il terrore che prima o poi quel soffitto luminoso gli sarebbe precipitato addosso. Ma poi arrivò l’alba che spense le stelle ad una ad una... restò ancora la Luna ad aspettare il Sole ed un nuovo giorno cominciò.
L’umanità impiegò molto tempo a superare quella paura che le attanagliava l’anima. Ma quando il timore fu superato, tutte le creature viventi aspettavano felici che il Sole se ne andasse a dormire per veder sorgere dal buio gli astri luminosi ed affascinate, restavano a lungo a contemplare la volta celeste. Tutti, anche i poveri, poterono ammirare tale meraviglia e nessun potente poté racchiudere nei suoi possedimenti il cielo! Poi, con il passare del tempo la vita riprese il suo corso, ma ancora oggi l’attrazione che l’uomo ha per il firmamento è restata intatta.
Da quel tempo sono trascorsi migliaia e migliaia di anni, sulla Terra sono cambiate molte cose. L'uomo con la sua intelligenza ha scoperto il mondo. Con il progresso ha conquistato il benessere, ma le regole del gioco non sono cambiate, ancora oggi regna l’ingiustizia e l’egoismo, infatti, coloro che hanno in mano le ricchezze di tutta la Terra sono poco più di duecento.

sabato 17 novembre 2007

Per il momento va,...

Dopo lo scampato pericolo della caduta dell’esecutivo, tanto osannata dall’opposizione, i politici del paese di Tiraacampà trascorrono un lieto fine settimana. A loro si unisce il popolo dei sinistroidi.
L’opposizione, sempre fedele al loro capo, avallando in toto le di lui richieste, ha creduto ciecamente a ciò che egli aveva predetto, ma constatando l’inattendibilità della previsione, pare ora sfaldarsi. Difatti, Mussofini alza la voce e striglia l’alleato che lo ha sdoganato. Fossi e Marroni affermano la loro disposizione alla stesura della nuova legge elettorale, visto che quella da loro elaborata si è rivelata una vera porcata. Chiesini gli fa eco.
Pernacchioni, pur ammaccato dagli eventi, mostra ottimismo e insiste sul mandare a casa l’odiato nemico Brodi. Infatti ha dato il via al carosello allestendo lungo le vie del paese migliaia di bancarelle, dove con un soldo i destroidi possono comprare la caduta dell’odiato governo Brodi: zucchero filato, torrone, croccante e “duri di menti”. Egli stesso ha dato il via all’iniziativa posando per primo la firma, dopodiché con in mano un bastoncino di zucchero filato e seguito da un nugolo di folla festante, si è incamminato sulle acque del fiume ed a tappe ha raggiunto i tanti banchi disseminati per le vie della capitale. A sera ha dichiarato che già un milione di persone hanno aderito alla nobile iniziativa.
Il popolo del nobile paese di Tiraacampà, assiste basito allo spettacolo, attraverso i canali delle TV.
Il prode Brodi, nonostante i capricci di Modini, per il momento è sollevato, Inforca la bici e tira a campà!

venerdì 16 novembre 2007

In Tiraacampà, sfatata la profezia della maga Verdeluna.

Era tarda notte quando, dopo un estenuante lavoro, il Palazzo ha approvato la monetaria.
Grida di giubilo si sono levate dai banchi della maggioranza. Mentre un lungo, lacerante lamento, si udiva provenire dalla parte avversa.
Pernacchioni, non appena appresa la notizia, è uscito di casa ed è corso dalla maga Verdeluna.
Pavida, lo attendeva l’indovina. Non appena entrato in casa, ha preso a taroccate la maga e le ha mandato in frantumi la palla di vetro.
Rientrato nella sua magione, corre a spengere il moccolo posato davanti all’immagine di S. Alberico, il quale non ha ascoltato la sua richiesta di sfratto per l’odiato governo Brodi.
I sinistroidi, felici per lo scampato pericolo, hanno cantato a lungo: “ finché la barca va,… lasciala andare,… finché la barca va tira a campare…” Infine si sono addormentati ed hanno dormito un lungo sonno ristoratore.
I destroidi, insonni si sono rigirati a lungo nel letto.
Il popolo tiracampanese che se ne infischia della tenuta del governo, “indifferentemente “, tira a campà.
Il prode Brodi, che tanto ha sudato per la realizzazione della monetaria, a bordo della barca che va, sorride giulivo e tira a campà! Parapapappà pà pà!

martedì 13 novembre 2007

Si accorciano i tempi e l'ora della verità sta per scoccare.

Si avvereranno o no le previsioni della maga Verdeluna? Questo è ciò che si domandano i tiracampanesi.
Ma per il povero prode Brodi le cose si mettono piuttosto maluccio, dopo che il vetusto senatore a vita Caterpilla è rientrato al Palazzo.
Al suo rientro ha dichiarato che non voterà la monetaria se è in discussione l’avvio all’inchiesta parlamentare sui fatti accaduti nella città marinara, un tempo Repubblica di gloriosa memoria. Ma ciò ha scatenato l’ira dei due senatori Troskisti, collocati dalla sinistra estrema sugli scranni del Palazzo.
Il povero prode Brodi non sa in che acque navigare.
Mentre tutto ciò avviene i destroidi osannano il neonato partito.
Antrace e la bella Masantadiche?, hanno, da poco, dato alla luce il partitello, l’evento è stato annunciato, con squilli di tromba, dai canali delle TV.
L’astuto capo dell’opposizione di Tiraacampà, seguendo la scia di una cometa che in quel momento transitava nei cieli del nobile paese, è giunto ai piedi dei neogenitori per complimentarsi ed augurare lunga vita al nascituro. Al suo arrivo è stato accolto da giubili grida di “Luce, Luce,… illuminato da tanta gloria egli si è accomiatato per raggiungere il meeting del compare di partito Donlutri. Là, Pernacchioni ha dato il meglio di sé, oltre alle molte storielle che hanno fatto sbellicare dalle risate i convenuti, lo statista ha elogiato la moralità del compare, riabilitandolo a tutto campo e denigrando i giudici che hanno osato condannarlo. A questo punto, i presenti in sala, non si sono trattenuti e al grido di ”DUCE, … DUCE,” si sono alzati in piedi applaudendo fino a spellarsi le mani. Tutto ciò ha inebriato Pernacchioni che si è lasciato andare ed ha preso a pernacchiare senza alcun ritegno.
I sinistroidi, in ansia, attendono che il loro destino si compia.
Euforici i destroidi stanno già preparando le schede elettorali.
Il popolo tiracampanese, stordito dai clamori degli eventi, un po’ si preoccupa, ma poi, come al solito, alza le spalle e tira a campà.

lunedì 12 novembre 2007

In Tiraacampà ieri sera al crepuscolo.

Era il crepuscolo quando Brodi con i membri del direttivo, si sono nuovamente riuniti nelle catacombe di S.Callisto, dopo che avevano ascoltato le parole dell’astuto Pernacchioni, il quale dichiarava che la caduta dell’odiato governo Brodi era imminente. L’esorcismo è iniziato con l’arrivo dell’ultimo convocato.
I convenuti si sono uniti in circolo, Brodi in abito blu chiaro con cravatta e camicia rossa. Pernigotti indossava un abito alla page in puro cashmere. Ubelloccio vestiva casual, pantaloni verde cicoria e pullover in tinta. Velalema, rientrato in fretta da una gita in barca, indossava ancora l’abito marinaro. Checiazzecca, per l’occasione, sopra l’abito classico aveva posato la toga di un tempo. Mentre Mascella indossava un pantalone azzurro e giacca blu con scudo crociato sul taschino. Gli altri indossavano abiti consoni all’occasione.
La cerimonia ebbe inizio dopo che Pernigotti fece oscillare la campanella estratta dalla tasca. I convenuti allora hanno unito le loro mani e il circolo si è così formato, dando inizio alla cerimonia.
Lentamente il cerchio ha preso a girare mentre gli officianti ripetevano in coro: “occhio, malocchio, aglio, cipolla, zenzero e cicoria.” Per tre volte hanno ripetuto il ritornello, poi girando in senso contrario hanno ripetuto a lungo l’esorcismo per difendersi dalla iattura della maga Verdeluna e, ancora una volta avallata, dall’astuto capo dell’opposizione.
La cerimonia si è svolta senza intoppi.
Al termine i convenuti hanno festeggiato con: pecorino, caciotte e bufale. Dopodiché, alla spicciolata, si sono avviati verso l’esterno dove la notte era profonda.

sabato 10 novembre 2007

Al Palazzo si varano leggi

In Tiraacampà il direttivo tira avanti e, se pur a stento, passano leggi per abbattere i costi della politica. Difatti hanno diminuito il numero dei ministri. Peccato però che questo provvedimento appaia solo di facciata, dato che anziché metterlo subito in atto ciò sia rimandato al prossimo esecutivo.
L’opposizione, che non ha votato il provvedimento, è piuttosto incavolata per il fatto che si considera già erede di questo maledetto governo e quindi toccherà a essa metterlo in atto. Fossi, Tresossi e altri, imprecano contro i loro compari di viaggio che invece di essere presenti nel Palazzo erano per i fatti loro.
Bottiglione si difende affermando che non era a leccare il gelato e mostra alle TV la causa della sua assenza. Gli altri tacciono.
Nel frattempo, per sfatare le malefiche previsioni, anche Brodi convocai i suoi compagni e riuniti nelle catacombe di S. Callisto esorcizzano, con un rito propiziatorio, le previsioni della maga Verdeluna.
Il saggio popolo del nobile paese dice: “ Chi vivrà vedrà! ” e tira a campà.
I sinistroidi attendono ansiosi il cadenzar del tempo, mentre la gran parte dei tiracampanesi fanno la fila ai botteghini del lotto per giocare, sulla ruota della fortuna, i numeri elaborati ieri al Palazzo: 60 – 50 - 12 e speranzosi nella vincita tirano a campà! Parapapappà...pappà.

P.S. I cabalisti ci dicono il significato dei numeri: 12, il numero degli apostoli, 60, numero multiplo di 6 ( il diavolo) e 50, la pecorina canta.

venerdì 9 novembre 2007

Tutti in cappella..

Dopo la convocazione da parte del capo dell’opposizione alla sua coalizione per sollecitare S. Alberico ad aiutarli a far crollare l’odiato governo Brodi entro il 14 del corrente mese, questa mattina alle prime luci del giorno, Pernacchioni e i leaders della sua coalizione si sono riuniti nella cappella privata del capo per assistere alla S.Messa in suffragio di S. Alberico. Nella chiesetta illuminata a giorno faceva spicco l’immagine del Santo collocata al centro dell’altare.
Schierati in prima linea, di Bianco vestito il capo della coalizione, alla destra del quale, Mussofini con indosso un abito nero dal taglio classico. Chiesini, che per l’occasione avrebbe voluto indossare il tight usato di recente, ma sotto la forte pressione del collega Cisanello, ha optato per un anonimo abito grigio. Fossi sfoggiava una divisa verde dalla foggia leggermente retrò, mentre Marroni preferiva il vestito marrone, rigorosamente accompagnato da cravatta e camicia verde. Non presenziavano alla cerimonia Porcaroli e Porchezio essendo costoro impegnati a dar vita a nuove porcherie.
Don Bozzolo ornato a festa indossava una pianeta riccamente ricamata in oro e officiava la S. Messa coadiuvato da Diociaiuti che per la solenne occasione indossava l’abito da chierico a lui molto consono.
Al Chirie, limpide si sono elevate le voci dei presenti, mentre al Tedeum ha dato l’attacco l’astuto capo dell’alleanza, seguito poi dai suoi fedeli alleati.
Mentre tutto ciò accadeva, nascosta dietro all’altare la maga Verdeluna consultava tarocchi e sfera magica.
I presenti, al termine della cerimonia si sono scambiati baci e strette di mano per poi dirigersi ai loro banchi di comando.

giovedì 8 novembre 2007

Nella sede del potere di Tiraacampà si vota la monetaria.

La maggioranza approva e l’opposizione digrigna i denti e ha il mal di pancia.
L’astuto Pernacchioni ancora ha fiducia nella profezia della famosa maga Verdeluna che gli ha predetto la caduta dell’odiato governo Brodi per il 14 del corrente mese, ma per come si stanno mettendo le cose, prende le sue precauzioni. Difatti ha convocato la sua alleanza al completo nella propria cappella privata, dove verrà officiata una S. messa per invocare l’aiuto di S Alberico (Il quale si festeggia il 14 del corrente mese). Celebrerà la messa Don Bozzolo. Chiesini, da poco rientrato in sede, siederà in prima fila.
Il popolo sinistroide di Tiraacampà, aspetta lo scorrere dei giorni speranzoso nella tenuta del governo. I destroidi del nobile paese attendono, lividi, che si avveri la profezia dell’indovina Verdeluna, per festeggiare l’evento dai numerosi canali delle loro T.V. e non solo quelle.
Il prode Brodi, calmo e sicuro di sé, tiene salde le redini della sua coalizione e per il momento resta in sella a dispetto dell’astuto Pernacchioni e tira a campà! Trallallallero,…trallallallà...

mercoledì 7 novembre 2007

Con la morte di Enzo Biagi si riparla dell’editto bulgaro, che penso infastidisca e faccia vergognare colui che ne è stato il promotore. Ma si debbono vergognare anche coloro che al tempo del fatto erano dirigenti RAI che proni al potere e con tanta solerzia allontanarono dall’azienda pubblica: Biagi, Santoro e Luttazzi. Il fatto avvenne dopo che Enzo Biagi intervistò il comico Roberto Benigni.
In questi giorni mi è capitato tra le mani il testo dei versi in rima che Benigni dedicò, al tempo delle elezioni, a Berlusconi e a Prodi. Sono versi spiritosi e mi piace inviarli sul blog..

Son Silvio Berlusconi,
io son la stella
Votatemi e un miracolo
vi aspetta
Io vi porto ogni cosa
questa e quella
Ville, soldi e chi più ne ha
più ne metta
Prodi vi porta un pò
di mortadella
E ve la porta
con la bicicletta
Votatemi che io son
Gesù Bambino
Votate e vi trasformo
l’acqua in vino

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Di perdere ormai
è il tuo destino
Son Prodi o Silvio
e scusami se insisto
Siamo tutti senza il becco
di un quattrino
Hai ridotto l’Italia
un fritto misto
So che vuoi trasformare
l’acqua in vino
E che ti paragoni
a Gesù Cristo
Ma il tuo governo sperpera
e scialacqua
Mi sa che tu trasformi
Il vino in acqua

lunedì 5 novembre 2007

Dopo i tragici fatti in Tiraacampà, lo scontro tra maggioranza e opposizione aumenta. Il governo si da daffare, cerca di tamponare le falle sull’immigrazione dando inizio allo sgombro delle baracche e accompagna alla frontiera gli indesiderati.
Mesto, il prode Brodi chiede la collaborazione dell’opposizione per elaborare leggi condivise da entrambi gli schieramenti. Ma dalla parte avversa rispondono picche. L’unico loro scopo è quello di sfrattare l’attuale direttivo causa di mali e malanni. Difatti da circa due anni ripetono il ritornello” a casa questo governo che ha distrutto il paese ”.
L’astuto capo del passato governo gigioneggia tra i suoi sostenitori confortato dalla rivelazione della maga Verdeluna. L’indovina ha veduto nella palla di vetro l’implosione dell’odiato governo Brodi che avverrà il giorno di S.Alberico. Giocoso, lo statista dai capelli al vento e la faccia stirata a dovere, ha annunciato ai suoi alleati, che a grazia ricevuta, organizzino un pellegrinaggio alla tomba del Santo.
I tiracampanesi, per non saper se piangere o ridere, fanno i loro conti e tirano a campà.

venerdì 2 novembre 2007

Quanto di vero c’è nei detti popolari e quanto si rispecchiano in coloro che ci rappresentano al governo? A volte ci penso. In essi trovo molta saggezza, realtà e attualità.

Tu mi dai una cosa a me, io ti do una cosa a te.
Chi va al mulino s’infarina.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
La gatta furiosa fa i gattini ciechi.
Fidati era un buon uomo, ma non ti fidar era meglio.
Chi si accontenta gode.
Una mano lava l’altra.
Piove governo ladro.
Muoia Sansone con tutti i filistei.
Il più pulito c’ha la rogna.
Il fine giustifica i mezzi.
Il potere logora.
Il potere logora chi non ce l’ha.
Vile tu uccidi un uomo morto.
Ride bene chi ride ultimo.
Cencio dice male di straccio.
Allevarsi la serpe in seno.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Chi troppo vuole niente stringe.
Il popolo ignorante e ciuco.
Chi va piano va sano e va lontano.
Chi va forte va alla morte.
Morte tua vita mea.
Chi la dura la vince.
Quando tuona vuol piovere.
Tanto tuonò che piovve.
Rosso di sera bel tempo si spera.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
A pensar male si fa peccato.
A pensar male qualche volta ci si azzecca.
Il bacio di Giuda.
Conta più una cosa fatta che cento da fare.
Chi ha tempo non aspetti tempo.
Si sa ciò che si lascia, ma non quello che si trova.
Chi in alto vola precipita sovente.
Dalle stelle alla stalla.
P.S. Quando iniziai il blog, pensai che poteva essere divertente scrivere, ma anche leggere i commenti. Ora sono delusa, perché nessuno mi ha scritto uno straccio di commento. Per il momento mi diverto ugualmente, in futuro vedrò!