ilblogdigrizia
domenica 30 marzo 2008
Si aspetta e spera in Tiraacampà!
La campagna elettorale non si ferma, il “Veltro “ sale, scende e bla, bla, bla! Pernacchioni ritorna ai vecchi slogan: brogli, rossi, TV e manette. Gli altri fanno del suo meglio per trovare consensi.
Intanto nell’azienda agricola di nonna papera, dove le bufale brucano margherite, le api succhiano nettare di prima qualità, gli uccellini cinguettano sui rami in fiore, tori e le mucche amoreggiano sui verdi prati, un piccione viaggiatore è atterrato con la notizia “mozzarelle tiracampanesi“.
L’abile e arzilla vecchietta, dopo aver appreso che in Tiraacampà le mozzarelle rigurgitano diossina, ha deciso di andare, gratuitamente, in aiuto ai tiracampanesi ed è subito corsa in cerca del nipote. Ciccio, che si trovava nella stalla a mungere la mucca Carolina, ha ricevuto l’ordine di attaccare al calesse, Orazio, il cavallo. Nel frattempo, nonna Papera raccoglieva uova fresche e dava vita ad una genuina torta da mangiarsi lungo il viaggio. Dopodiché, armata di mestolo e mastello è salita sul carrozzino, mentre Ciccio, alla guida del mezzo, ha schioccato la frusta e al galoppo si sono diretti verso Tiraacampà.
Il popolo, destroide, sinistroide e tiracampanese, aspetta alla finestra l’arrivo degli aiuti e… Tira a campà!…
sabato 29 marzo 2008
La giustizia va avanti in tiraacampà!
BOLLETTINO STRAORDINARIO.
I giudici della cassazione condannano i cani tiracampanesi ad abbassare la voce.
Il popolo ubbidiente, proverà a far ragionare i loro amici a quattro zampe. Ma c’è anche chi si domanda: i Giudici, di quali cani stanno parlando, di quelli a quattro zampe o dei ( politici) cani a due gambe che siedono sugli scranni del parlamento di Tiraacampà? Boooh!…
In Tiraacampà addio alla spazzatura!
Mentre Paperon dei Paperoni, avido affarista, è in viaggio, a Topolonia si è venuti a conoscenza che in Tiraacampà l’immondizia impera su tutti i campi. L’ispettore Basettoni, in seduta straordinaria, convoca Topolino.
L’abile investigatore dopo un frenetico consulto con l’ispettore Basettoni, non ha menato il can per l’aia, ha telegrafato al suo collaboratore Pippo che ha subito chiamato Pluto, che in quel momento era in cuccia a schiacciare un pisolino, e si sono recati a casa dell’amico Topolino. I tre sono poi saliti sull’auto dalla mitica targa ”113” dirigendosi a tutto gas verso il martoriato e nobile paese di Tiraacampà, dove Topolino metterà a fuoco la sua indiscussa abilità investigativa per risolvere il problema della spazzatura!
Il popolo destroide grida: "siamo a cavallo a dondolo"!
Il popolo sinistroide pensa: "Pluto ha un buon fiuto"!
Il popolo tiracampanese "aspetta e spera e tira a campà"!
giovedì 27 marzo 2008
Udite, udite gente di poca fede!
Questa mattina di buon ora, cavalcando le onde magnetiche medianiche, è giunto fino in Paperopoli l’appello dell’astuto Pernacchioni e il fatto è subito arrivato all’orecchio di Paperon de paperoni. L’avido vecchio, sempre in cerca di spiccioli, ha subito fiutato l’affare e all’istante ha convocato paperino e i nipotini. Il gruppo si è poi diretto verso l’aeroporto per intraprendere un viaggio esplorativo nel paese di Tiraacampà.
E così, il popolo tiracampanese tira a campà!
mercoledì 26 marzo 2008
Conto all'arrovescia in Tiraacampà...
Diciotto giorni e poi scenderà la manna sul popolo tiracampanese. I pronostici danno vincente l’astuto Pernacchioni, il popolo è dalla sua parte, in lui crede, in lui ha fede… amen!
Intanto il “ Veltro” varca i mari e giunge nell’isola senza la coppola, fa del suo meglio, ma?…
Pernigotti invece continua a fare il gregario alla parte avversa, mentre gli altri concorrenti annaspano!
Modini, il Maramaldo toscano, si grogiola sulla nuova poltrona.
Diociaiuti buca il video e da buon sacrestano spenge i moccoli biascicando lodi al principe salvatore, a l’unico politico abile a far cadere la manna su tutti gli abitanti del nobile paese, a lo statista che non ha bisogno del piffero per incantare le folle! Difatti il popolo tiracampanese è già ai suoi piedi. Così dicono i paragnosti del paese!
Il popolo destroide plaude!
Il popolo sinistroide ingoia il rospo!
Il popolo tiraacampanese, diviso tra chi aspetta e spera e tira a campà!
martedì 25 marzo 2008
In Tiraacampà siamo all'osso! Bufale, eliche e sesso a go-go
In Tiraacampà le bufale dei politici vanno avanti a tutto spiano e ai tiracampanesi restano le mozzarelle alla diossina rinviate al mittente dal paese degli abitanti con gli occhi a mandorla.
Ora, non solo la spazzatura, ma tra i primati del nobile paese si è aggiunto anche quello del turismo del sesso minorile che pare sia molto presente tra gli abitanti opulenti e pingui del paese.
Ma a salvare il paese dai molti disastri causati in gran parte dal caduto governo Brodi, è in arrivo colui che ancora riesce a vendere “ trippa per gatti anche ai topi“. L’astuto Pernacchioni che con lo schiocco delle dita riuscirà a mettere in ordine i vari tasselli: mozzarelle alla diossina gratis ai non abbienti e la monnezza resterà solo nei programmi delle TV di stato e no!
Solo 19 giorni di patimenti e poi, finalmente trionferà il ben-essere nel nobile paese di Tiraacampà!
Il popolo destroide a braccio teso fa il conto all’arrovescia!
Il popolo sinistroide trema consapevole che non c’è più “trippa per gatti”!
Il popolo tiracampanese tra un bla-bla e l’altro tira a campà! Trallallallero, trallallallà!
domenica 23 marzo 2008
Preghiera pasquale...
Oh Gesù dal cuore eterno manda tutti i potenti della Terra all’inferno!
Oh Gesù dal dolce cuore invia veline e velone a farsi suore!
Oh Gesù che ami gli offesi fai rinsavire i tiracampanesi!
Pranzo pasquale in Tiraacampà...
In Tiraacampà oggi si celebra la Pasqua e anche i politici festeggiano.
Il “ Veltro”è sceso dal torpedone e si ristora con un brodino.
Pernigotti abbocca e mangia la foglia, Chiesini si sfama con l’uovo sodo, Mussofini gusta taglierini al nero di seppia, il Dinosaurino ingurgita la trippa,
Diociaiuti la ribollita, Fossi la polenta con gli osei, Trefossi si sfama con finanza creativa e coratella, Mascella ingoia fiele e l’astuto Pernacchioni non mangia, non beve e non piscia tanto è intento ad attorcigliare la canapa per la cordata di compari danarosi disposti a sborsare quattro lire per accaparrarsi la compagnia di bandiera.
Il popolo destroide festeggia con il primo piatto, il secondo e l’uovo di cioccolata!
Il popolo sinistroide la cioccolata l’annusa!
Il popolo tiracampanese è come sempre diviso tra chi è in giro a godersi la vacanza e chi invece resta a casa e tira a campà!
venerdì 21 marzo 2008
In Tiraacampà fa freddo!...
Mentre il torpedone va per mari e monti a spargere miele, burro e marmellata, Mussofini va a farsi fotografare in fabbrica come già fece il suo predecessore storico!
Il principino Fifiberto va a portare solidarietà agli scioperanti, ma lo costringono alla fuga coi forconi spianati.
Nella piazza di Pungiglione Trefossi bela come un agnello. Nella sua finanza creativa ha aggiunto lacrime e sangue, è il prezzo che i tiracampanesi dovranno pagare dopo la distruzione dei 20 mesi di governo Brodi. Così dopo aver piagnucolato che già scarseggiano latte, pane e pasta, in piena estasi creativa, ha sostenuto che al suo rientro nel governo proporrà una legge per devolvere il 3x1000 della dichiarazione dei redditi per acquistare latte, pasta e pane da distribuire ai tiracampanesi.
Intanto l’astuto Pernacchioni che una ne fa e una ne inventa, telefona all’odiato Brodi per chiedergli un prestito ponte a tasso zero per aiutare i suoi figli e altri amici a comprare “la compagnia di bandiera”.
Il popolo destroide grida “ urrà”!
Il popolo sinistroide invece pensa all’inghippo!
Il popolo tiracampanese, diviso tra chi si lamenta e dice: ”i politici sono tutti uguali”e chi dice: ” questo o quello per me pari sono”, fa i cavoli suoi e tira a campà!!
giovedì 20 marzo 2008
mercoledì 19 marzo 2008
In Tiraacampà si contano i giorni.
Mentre la campagna elettorale va avanti per forza d’inerzia, nei salotti in TV illustri esperti dibattono sulla pernacchionite.
La pandemia ha raggiunto vette altissime. I bla, blà hanno inizio nel primo pomeriggio e terminano a notte inoltrata, ma anche al mattino, spesso, se ne parla.
Lo scontro maggiore avviene nel salotto di Pungiglione, dove gli strizza cervelli tiracampanesi affermano che prima della scesa in campo dell’astuto Pernacchioni i politici ammuffiti, afflosciati e corrotti non trascinavano le folle, ma all’apparire in TV del nuovo leader tutto è mutato!
L’illustre scienziato con gli occhi a mandorla, ospite in Tiraaccampà, addossa la causa della pandemia alle donne, attempate e talvolta rifatte, stufe dei loro pedanti e scarichi mariti che vedono nell’eterno finto giovane il loro consorte ideale!
Il popolo destroide, che ha molta fiducia nei soldi del capo, ritiene che la pernacchionite divamperà in eterno.
Il popolo sinistroide spera e piange.
Il popolo tiracampanese, ormai appestato, tace e tira a campà!
domenica 16 marzo 2008
In Tiraacampà avanza la pernacchionite!
L’astuto Pernacchioni che teme l’invecchiamento più della morte, ha fatto incetta di fondo tinta per colorarsi le gote e ha acquistato uno stok di pece per dipingersi la calotta.
Chiesini, ancora verde, non si cura dell’aspetto, ma affida la sua salvezza ai santi isolani. A lui si affianca Bottiglione che fa il fioretto di non leccare il gelato fino a grazia ricevuta.
Pernigotti non trascura il look e indossa abiti di solo cashemere.
Mussofini adotta la camicia nera tanto cara ai suoi fans.
Fossi di verde vestito sferza le genti.
Il “veltro” non ha tempo di tirarsi su le guance e per il momento sale e scende dal torpedone.
Ma benché tutti si diano daffare, il favorito resta l’astuto Pernacchini!
Illustri strizzacervelli giungono da lontano per analizzare la pernacchionite che avanza in Tiraacampà.
Il popolo destroide orgoglioso di essere contagiato dalla pernacchionite, si lascia esaminare mansueto.
Ma il popolo sinistroide si dispera e teme che la pernacchionite non verrà sconfitta per almeno 12 anni ( 5+7) e poi chissà?
E così che nel nobile e antico paese si va e si tira a campà! Trallallallero trallallallà
sabato 15 marzo 2008
tutto procede come previsto...
In Tiraacampà i politici promettono wisky and soda e rock and roll! Il popolo non cambia e come sempre abbocca alle promesse.
Il “ Veltro” varca i confini e giunge nella terra promessa di Fossi dove viene caldamente acclamato dalle genti del territorio.
L’astuto Pernacchioni salta da una TV all’altra e spara battute a tutto campo.
Gli altri concorrenti si danno daffare per attirare i votanti che pare scarseggino. Difatti coloro che si recheranno alle urne saranno pochi! Cosi dicono i sondaggi.
Il popolo destroide se ne infischia di ciò che i sondaggisti affermano, sicuri che coloro che andranno a votare voteranno per loro.
Il popolo sinistroide sgomento per l’imminente disfatta, ha lo stomaco chiuso e i diverticoli attorcigliati.
Il popolo tiracampanese: composto da giovani in cerca di un posto fisso e da arzilli pensionati che, ballano, cantano, viaggiano, giocano a tombola, se la godono e tirano a campà!
giovedì 13 marzo 2008
Bufale, promesse e parole!
Il torpedone del “ Veltro” sale e scende lungo le tortuose vie del territorio di Tiraacampà, ai bordi delle strade si ammassano le folle sventolando vessilli e forconi.
L’astuto Pernacchioni ha lasciato l’abito dell’Unto, non cammina più sull’acqua e giunge nelle case dei tiracampanesi per dire che non è tempo di miracoli e che lo slogan ” rialzati Tiraacampà “è in bilico!
Il popolo destroide ride e attende il trionfo!
Il popolo sinistroide…s’illude e piange!
Il popolo tiraacampanese: benestanti, poveracci, notai, avvocati, farmacisti, tassisti, ricchi, pensionati e la bestia nera, fa i cavoli suoi e tira a campà!
Alle 9,30 di Trenta anni fa, i microfoni della radio annunciavano il rapimento dell’onorevole Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta. Ricordo quel giorno, ero ammalata e attendevo il medico che giunse quando era stata da poco diffusa la notizia. Sconvolti seguimmo le ultime notizie alla TV mentre mia cognata andò a scuola a riprendere i miei ed i suoi figli. Rammento i drammatici giorni che seguirono il tragico evento, tanti depistaggi e misteri che ancora oggi non hanno trovato risposta.
martedì 11 marzo 2008
Parole, parole, parole...
In tiraacampà si scoprono le liste e risorgono i morti.
L’astuto Pernacchioni candida Ciarrafico e si scatena la bufera. Mussofini non l’ha voluto e Fossi lo vuole scaricare, ma se lo tengono perché piace al loro boss che da poco ha cambiato look. Difatti ha abbandonato la cravatta a pallini e in camicia e calotta nera imbonisce le genti che accorrono numerose ai suoi raduni.
Intanto anche nelle schiere avversarie non tira un buon vento. Il “ Veltro “ riempie i teatrini e promette mari e monti a go go.
Pernigotti grida: il nuovo siamo noi!
Il dinosaurino fa campagna travestito da “ fetone ”.
Chiesini difende gli ideali tanto cari al Tempio e scarica bitume sull’ex socio e
via via di seguito le fictions vanno avanti.
Il popolo destroide salta, ride e balla il cia cia cià.
Il popolo sinistroide annaspa!
Il popolo Tiracampanese, stordito dai programmi dei politici che imperversano sulla TV, cambia programma e tira a campà!
domenica 9 marzo 2008
LO strappo!
Tutti i politici di Tiraacampà affermano di essere il nuovo e delegittimano i vetusti avversari. Ieri all’incontro con gli elettori, Pernacchioni con la calotta dipinta di fresco, è apparso più nuovo che mai. L’astuto politico che incanta le masse, è stato lungamente acclamato dall’attempate signore in sala che, stufe dei loro taciturni mariti, amano il ridanciano leader e sognano una fuga d’amore con lui! Mussofini inneggia alla libertà dopo che il suo alleato aveva strappato il programma della parte avversa.
Il “Veltro”non abbocca alla provocazione e considera il gesto dell’avversario una debolezza politica.
Il popolo destroide, sicuro di vincere, sbeffeggia gli avversari al grido di: “vincere, vincere e vinceremo! ”
Il popolo sinistroide, di fronte alla scena strasmessa in TV dove a migliaia sventolavano bandiere bianche azzurre, si rode e piange pensando a quando a sventolare erano i vessilli rossi!
Il popolo tiracampanese assiste indifferentemente e Tira a campà !
sabato 8 marzo 2008
AFFETTI
Quante volte lungo il percorso della vita abbiamo sofferto per i distacchi dagli affetti. Se andiamo indietro con il pensiero ne possiamo incontrare molti.
Io se guardo dietro di me vedo i miei nonni, ai quali ho voluto tanto bene, i miei genitori, in particolare la mamma che mi ha dato molto, poi rivedo tanti amici che per una ragione o per un’altra non ne’ ho più notizie. Tante persone, ma anche bestiole che hanno lasciato un segno dentro di noi.
Nei miei ricordi rivedo Figaro, il mio gatto, con lui ho trascorso sei anni, quelli che dalla fanciullezza vanno alla giovane età, e Teo il mio unico cane che mi ha accompagnato per sedici anni e che il suo ricordo ancora brucia nel mio cuore.
venerdì 7 marzo 2008
Creatività e lavoro in Tiraacampà!
In Tiraacampà i simboli politici montano di ora in ora, ce ne sono per tutti i gusti! All’appello manca solo il partito di Mascella che da tutti gli schieramenti marchiato come “ Il Giuda del Palazzo”.
Intanto il “ Veltro”tiene duro e costringe Pennella a dissetarsi nonostante che, per l’attempato politico, il calice sia amaro!
L’astuto e ricco Pernacchioni ( ahimè… sceso al terzo posto nel paese), dal salotto del Pungiglione in TV, ha estratto dalla tasca la carta che lo da’ vincente e annuncia che all’estero i bookmakers lo danno 1/5.
Diociaiuti ribadisce il concetto con enfasi!
Mentre il fantasioso Trefossi, per raccattare moneta contante, è al lavoro per elaborare un gioco da tavola dove i mitici politici del paese, rampanti e voltagabbana, si daranno daffare per giungere al traguardo!
Il popolo destroide esulta e al suo leader si stringe.
Il popolo sinistroide, anche se teme la sconfitta, incita il proprio ambasciatore al canto di: “ avanti popolo alla riscossa ”.
Il popolo tiracampanese, in attesa di acquistare il nuovo trastullo, tira a campà…
pam, pam pampero pà pà!
giovedì 6 marzo 2008
Ahi, ahi ahia CARAMBA!
I Tiraacampà si ricomincia a litigar, Perisi vuole le scuse dal nuovo assunto e Pennella ha smesso di bere. L’incanto si è rotto e scoppiano le liti in seno ai rappresentanti del mitico “Veltro” che risponde a tono, ma il colpo è duro da digerire !
E mentre nei quadri sinistroidi imperversa il malumore con Pernigotti che attacca ancor più gli ex compagni, nel direttivo destroide l’astuto Pernacchioni, con la calotta dipinta sul capo, danza il minuetto con Mussofini, Trefossi, Fossi e soci sgranocchiando lingue di gatto e libano vino santo.
Il popolo sinistroide ammosciato dagli eventi in corso, a capo chino, tace e piange!
Il popolo destroide, dopo che anche la maga Verdeluna ha visto apparire il volto tirato a lucido del loro amato leader nella palla di vetro, tronfio di se sogghigna tra i baffi!
Il popolo tiracampanese stordito dai sondaggi e dagli avvenimenti, resta fermo sui suoi passi e “ Tira a campà”! Dan, dan, dandero... dà dà !...
Il cuscino
Adagiato su un letto immacolato e ricco di ricami, un cuscino agghindato di trine, non finiva mai di lamentarsi. Continuamente ripeteva:
-Oh povero me, come sono sfortunato, che oppressione, che fatica! Povero me!- poi, rivolgendosi alla vecchia pendola appesa alla parete, chiedeva- Che ora è? Quanto manca alle 10 ? E se l’ora era distante si acchetava per un po’, ma dopo il tramonto, con voce trepidante gridava:
- Non ne posso più, eccola, eccola, sta arrivando!...- E così via fintanto che, alle ventidue, o giù di lì, la porta della stanza si apriva ed entrava una bella signora che si sedeva sul letto e con calma si toglieva i suntuosi abiti e indossava una camicia da notte ricamata e spumeggiante di gale. Poi, a passi lenti ed aggraziati, la giovane si sedeva di fronte allo specchio del comò, scioglieva i lunghi capelli, li spazzolava con cura e ci posava su la cuffia da notte. Dopodiché s’infilava nel candido letto, appoggiava la testa sul bianco cuscino e beatamente si addormentava. All’istante il cuscino urlava:
- Ahi, ahi che dolore! Sono tutto spiaccicato, oh che peso, che tormento, non riesco a respirare,... ahi, ahi!... - Per tutta la notte quella solfa. Al mattino, quando la signora scendeva dal letto, egli tirava un sospiro di sollievo dicendo:
- Oh... finalmente, mi sento riavere,... non ne potevo più!- Ma dopo un po’, in attesa della sera, riprendeva a lamentarsi per tutto il giorno.
Anche quella sera, come tutti gli altri giorni, la signora appoggiò la testa sul cuscino e si addormentò profondamente. Il cuscino aveva appena ricominciato a lamentarsi quando l’antico comodino che era accanto al letto, stanco di sentire i suoi lamenti, sbottò:
- Ma cos’hai da lamentarti, allora che dovrei dire io? Sono qua da tanti anni, pieno di malanni, con tanti tarli che mi rosicchiano da cima a fondo! Non vedi come sono ridotto? Un colabrodo son diventato.- Sul comodino posato vicino ad un taccuino avvolto di raso rosa, era sdraiata una matita, che udito i lamenti dei due disse:
-Ma non vi pare un po’ di esagerare? Io sono qua solo da un mese e presto nel cestino finirò! Lei mi prende, scrive un po’ e poi, per appuntirmi, m’infila dentro un cono, mi gira e mi rigira e gira ancora,...oh che dolore, che tortura. Mi sbuccia fino alla grafite, e io mi accorcio. A pezzi lei mi taglia! Ormai son diventata un mozzicone e lei continua ancora ad appuntirmi finché sarò finita!... - e rivolgendosi al cuscino - Vorrei essere te, un po’ schiacciato sì, ma ben tenuto e sempre addobbato con fiocchi e merletti! - Il cuscino, a sentire le storie dei suoi vicini, diventò serio e pensieroso. Si vergognò di essersi lamentato e da quel giorno non si lamentò più!
mercoledì 5 marzo 2008
Agostino
<>
Ai tempi di questa storia il rione delle Carra era come una famiglia, Le case erano sicure, per le strade le macchine erano poche, ancora circolavano i carri trainati da cavalli e i calzolai avevano molto da lavorare. Agostino era il ciabattino del rione, viveva con la moglie Italia in una casa all’interno di una corte dove altre famiglie abitavano.
L’uomo sempre sorridente, piccolo e minuto, con pochi capelli e degli spessi occhiali da cui s’intravedevano a mala pena gli occhi, usciva raramente da casa e quando accadeva era per andare a riconsegnare il lavoro fatto. Camminava svelto, a piccoli passi e se si fermava a parlare con un vicino era solito tenere le mani unite e rigirarsele come per volersele riscaldare.
Nella sua casa al piano terra, ciò che si notava era il bischetto dove Agostino trascorreva le giornate intento a risuolare scarpe o a mettere toppe di cuoio alle calzature dei più poveri. La piccola abitazione, composta da camera e cucina, era per la coppia più che sufficiente. Italia si occupava dell’andamento della casa, cucinava, riordinava le due stanze, rammendava e usciva solo per comperare ciò che le necessitava per cucinare i pasti. Non avevano figli anche se li avevano molto desiderati ed ora che erano anziani vivevano l’uno per l’altra. Italia trascorreva le ore che le rimanevano libere da impegni, alla finestra di camera che si affacciava sulla via principale e da lì dialogava con i vicini, mentre Agostino seduto dietro al bischetto, batteva sulla forma di ferro dov’era infilata la scarpa da risuolare.
La vita della coppia scorreva sempre uguale anche di domenica, ma un giorno Italia fu colta da malore e velocemente se ne andò all’altro mondo lasciando Agostino disperatamente solo.
Il povero uomo tirò avanti per alcuni anni, triste e solitario, la finestra di camera serrata e lui intento a rattoppare scarpe da sera a mattina, fino a quando qualcosa cambiò.
Quella mattina gli abitanti del rione si accorsero che la finestra della camera di Agostino, da tempo chiusa, era spalancata e le tendine dietro ai vetri svolazzavano. La vicina che se ne accorse per prima si meravigliò e subito ne parlò in giro. La curiosità prese il sopravvento e ne seguirono varie supposizioni sulla persona che aveva aperto la finestra. Ma di lì a poco la curiosità si tramutò in stupore non appena si venne a conoscenza che ” Checco” l’anziano alto e grosso, quasi un gigante, che in seguito alla vedovanza viveva con la figlia, aveva preso il posto d’Italia.
A quel tempo la gente non era ancora abituata a cose che oggi non fanno ne’ caldo ne’ freddo e se pur il vicinato ridesse e malignasse di quella ardita convivenza, Agostino, infischiandosi dei giudizi della gente, ritornò a sorridere.
Restarono uniti, facendosi compagnia, fino a quando non furono chiamati dall’alto! Non rammento chi fu il primo ad andarsene, ma ricordo che partirono uno a poca distanza dall’altro.
martedì 4 marzo 2008
In Tiraacampà oggi si piange.
Mentre i politici sono in tutt’altre faccende affaccendati, nel paese si piangono i 6 lavoratori che ieri hanno perso la vita mentre si guadagnavano il loro pane quotidiano! Ma ci sono anche altre cose a turbare gli animi dei tiracampanesi.
Nel nobile paese accade un po’ di tutto, i fotografi alla moda spacciano soldi falsi, un sacerdote si è accorto che l’inferno è su questa terra e che nel Tempio regna il lusso e il potere! Si dissotterrano i Santi per farli adorare dai credenti, i criminali si dichiarano innocenti, si evadono milioni di tasse, si lascia solo Mascella,… Fossi vuole liberare il suo popolo, Pernacchioni riesuma il bikini, Bottiglione lecca il gelato e il “ Veltro gira in torpedone”. Insomma tutti abbiamo ragione, tutti siamo bravi, belli, onesti, simpaticoni e furbacchioni!
Mentre tutto ciò infuria, ponderati uomini del paese si consultano e dalle TV lanciano le formule per ritrovare la retta via.
Per il popolo destroide il rimedio è l’astuto Pernacchioni che una ne fa e una ne pensa.
Per il popolo sinistroide l’antidoto arriva dal “ Veltro” che sforna candidati eccellenti ( secondo il suo punto di vista), ma tanto contestati dal partito dell’Arcobaleno, zoccolo duro degli ex compagni.
Il popolo tiracampanese che pensa: ” tanto uno vale l’altro” vivacchia alla bene meglio e tira a campà!
sabato 1 marzo 2008
Accorrete numerosi...
In Tiraacampà i politici impegnati nella campagna elettorale stilano i programmi e centellinano i nomi dei loro candidati.
Il rinnovamento del “ Veltro” pone i giovani in prima fila, mentre gli anziani vengono schierati nelle retrovie.
L’astuto Pernacchioni si fa bello con il suo programma dove promette
di tutto un po’: strade, case, mari, ponti, poche tasse, niente ICI per tutti compreso la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
L’arcobaleno si impegna di dar forza ai più deboli e intanto attacca gli ex compagni.
La rosa bianca irrobustisce il fogliame e Mascella nessuno lo piglia.
Il popolo destroide, in marcia per scegliere ciò a cui il loro benamato leader dovrà dare la precedenza, è indeciso tra il pane, o i pesci.
Il popolo sinistroide, abbagliati dal loro propagandista, segue con il paraocchi il ” Veltro” in cui ripone la speranza di vittoria. Però, lo rimprovera di non strombazzare ai tiracampanesi che nella monetaria ultima, il povero prode Brodi ha tolto l’ICI ad una grande fetta di popolo che rientra nei paragrafi dettati dalla legge, ma sono esclusi coloro che possiedono ville e castelli che dovranno continuare a pagare la tassa per sostenere i costi dei comuni sparsi sul territorio di Tiraacampà.
Il popolo tiracampanese che dice: “ tanto sono tutti uguali” e non sa se andare o no a votare, è stuzzicato dall’astuto Pernacchioni che giura di non ficcargli le mani in tasca, sbandierando che toglierà la tassa sulla prima casa a tutti compreso anche a se stesso che di magioni ne ha più di una. Ma com’è noto, i soldi fanno comodo anche ai ricchi e lui non la pensa diversamente.
Intanto nell’attesa di conoscere il vincitore del festival canoro, il popolo tiracampanese canta e ” tira a campà “. Paraparapara, pà pà!



